di Simonetta Ieppariello
Sono diversi i punti da chiarire nell'inchiesta sulla morte di Raffaele Perinelli, 21enne promessa del calcio campano accoltellato al cuore. Secondo la difesa del presunto assassino sabato sera la lite fatale sarebbe stata provocata proprio dalla vittima, Raffaele Perinelli coinvolto in un’altra lite avvenuta otto giorni prima a Coroglio fuori una discoteca.
Alfredo G. avrebbe detto che la vittima avrebbe scatenato la lite finita in tragedia: Lello gli sarebbe andato incontro, sferrando un calcio contro la sua auto.
Dichiarazioni, quelle rese dal 31enne venditore ambulante anche lui residente come la vittima a Miano, che ora sono al vaglio degli inquirenti che stanno effettuando tutta una serie di accertamenti e interrogatori per capire quali siano gli antefatti del dramma.Si cercano immagini video della zona per accertare quanto dichiarato, e sono state fatte verifiche anche sulla vettura. Dunque potrebbero esserci video di quei tragici momenti in cui Afredo G. ha sferrato quel fendente mortale al petto, centrando il cuore del 21enne, Raffaele Perinelli.
L’arma intanto non è stata trovata. Si tratta di un coltellaccio da cucina, che sarebbe stato riposto all'interno dell'auto da parte del 31enne, per paura, per un'eventuale difesa da assumere in caso di aggressione da parte di Perinelli. Una versione a cui non credono i parenti della vittima. Ieri il commovente collegamento nel corso de La Vita in diretta della sorella di Lello e sua madre. Francesca ha letto una lettera appello ai giudici, in cui chiede, invoca giustizia per la tragica fine di suo fratello. Secondo la sorella di Lello il suo assassino non meriterebbe alcuno sconto di pena.
Intanto Adelaide, la madre di Raffaele Perinelli si rivolge a quanti hanno visto, a quanti erano presenti nove giorni fa nella discoteca di Bagnoli e sabato scorso all'esterno del circoletto di Miano. Poi si appella ad una convinzione personale, maturata in queste ore di dolore, amarezza e rabbia: «Mio figlio è stato ucciso per vendetta, è stato vittima di un agguato organizzato in modo cinico nel corso di una settimana intera».