Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Un giro di cocaina, hashish e marijuana fra Avellino e l'hinterland. Tutto è nato nel 2015 da una perquisizione della Mobile, guidata dal primo dirigente Michele Salemme, a carico di un minorenne che aveva ceduto dell'hashish. 

Messo alle strette dagli agenti, il ragazzino ha vuotato il sacco e dichiarato da chi comprava la droga:  allora sono scattate le intercettazioni a carico di due presunti pusher. La sezione anti-stupefacenti, guidata dall'ispettore superiore, Roberto De Fazio, è così arrivata a Carmine Barbieri, 41anni, finito in carcere questa mattina. In una operazione, coordinata dal sostituto procuratore, Luigi Iglio, che ha portato all'arresto di altre cinque persone: Giulio Acierno, alias “Zorro”, 60 anni, alle spalle un lungo curriculum costellato di precedenti per spaccio di stupefacenti, la compagna Annunziata Cirillo, 68 anni, che per la Procura avrebbe continuato a spacciare anche mentre si trovava ai domiciliari, Carmine Cucciniello, 44 anni, Sebastiano Orlando Teresi, 38 anni, e Bruno Cucciniello, 66 anni, proprietario di un bar dove avrebbe tenuto contatti con gli acquirenti.

L'indagine, durata oltre un anno, si poggia su una larga mole di intercettazioni. Gli agenti hanno raccolto decine e decine di conversazioni. Gli indagati non parlavano mai direttamente di stupefacenti, ma usavano una serie di parole in codice: «pizza, vino, olio, cioccolata, pensierino, supposta, latte, gelato», gli investigatori non hanno dubbi, si trattava di metafore per indicare la quantità di droga.

A corroborare queste ipotesi anche una serie di appostamenti e sequestri. Come il 21 luglio del 2016, quando i poliziotti della Mobile hanno arrestato Carmine Cucciniello con addosso oltre cento grammi di cocaina. L'indagato era stato catturato dopo una rocambolesca fuga a bordo della sua Mercedes. Secondo le intercettazioni e i dati rilevati dal gps piazzato sull'auto, Cucciniello aveva comprato la droga ad Ottaiano (Napoli). A maggio dello stesso anno, la polizia aveva messo le manette a Bruno Cucciniello, dopo avergli sequestrato oltre 100 grammi di hashish e 3 bustine con più di 2 grammi di cocaina. Il sequestro erano avvenuto durante una perquisizione nel bar gestito dall'indagato.

Una serie di episodi di spaccio sono contestati anche a Giulio Acierno. Gli investigatori hanno intercettato delle telefonate con un avvocato che – per l'accusa – voleva acquistare la droga. I due sono stati anche visti insieme in un noto bar di Avellino: dove un testimone ha raccontato di aver visto Acierno dare un involucro al legale. In più occasioni l'indagato avrebbe anche fatto “pressioni” sui clienti per far loro saldare i debiti. In un sms scrive ,“Avvocà 'o giorno che ti piglio sarà no brutto giorno per te”. Ad Acierno è comunque contestata la sola attività di spaccio e nessun altro reato. I carabinieri, che come la polizia “lo tenevano d'occhio”, a maggio del 2016 lo avevano fermato in auto. Sui tappetini posteriori era sparsa della cocaina. I militari avevano anche sequestrato 495 euro: che ipotizzavano derivare dall'attività di spaccio.

Dalle quarantadue pagine dell'ordinanza di custodia cautelare – firmate dal gip, Vincenzo Landolfi – si legge come diversi episodi di spaccio, contestati alla Cirillo, sarebbero avvenuti proprio nell'abitazione dove l'indagata era detenuta ai domiciliari. In alcune occasioni, per gli inquirenti, la donna si avvaleva della collaborazione di Teresi per rifornire di droga i clienti. 

Uno dei presunti “clienti fissi” dell'indagata è stato trovato con 0,7 grammi di cocaina nascosto negli slip. 

Il gip scrive che, “Barbieri si muoveva con particolare accortezza. Temendo di essere controllato dalle forze dell'ordine, evitava di detenere consistenti quantità di cocaina, e si procurava lo stupefacente poco per volta per rivenderlo immediatamente”. 

Nei prossimi giorni gli indagati compariranno di fronte al gip per essere interrogati. E, affiancati dai loro legali, fra i quali Gerardo Santamaria, Gaetano Aufiero, Carmine Danna, avranno l'occasione di chiarire la propria posizione. Se non decideranno di restare in silenzio.