Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Dopo l’indagine della Corta dei Conti, su novanta comuni irpini, arriva la risposta del sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi. Il primo cittadino ha invocato una assemblea di Acs entro fine mese. Per discutere di cinque punti fondamentali, a partire dal respingimento della ricapitalizzazione dell’ente di Corso Europa e disconosce la delibera dello scorso 30 luglio. Ciampi chiede poi chiarimenti su alcuni degli aspetti finiti sotto la “lente di ingrandimento” della Corte dei Conti: incarichi, consulenze, su crediti, debiti e sul loro affidamento ad una società esterna, oltre che la sospensione immediata dei dipendenti citati in giudizio. 

Gli inquirenti della Corte dei conti, grazie agli accertamenti della guardia di finanza di Avellino, stanno verificando il trasferimento dei canoni legati alla depurazione dalla società agli enti. Cifre sulle quali adesso verrano realizzate ulteriori verifiche. E che potrebbero portare alla formulazione di un danno erariale attribuibile ad alcuni soci dell'Ente di Corso Europa. L’inchiesta è solo nella sua fase iniziale: mira a scoperchiare presunte inefficienze dell'Alto Calore che, per anni, si è occupato della gestione del servizio idrico per 125 comuni irpini e beneventani.

Le fiamme Gialle hanno già acquisito della documentazione al Comune di Avellino. E già in estate avevano sollecitato proprio il sindaco Ciampi, il presidente del consiglio di amministrazione, Michelangelo Ciarcia, e quello della Provincia, Domenico Gambacorta, a mobilitarsi per far cessare i comportamenti errati contestati nell’indagine, alla luce dei ruoli istituzionali svolti. Il sindaco, nella sua lettere, elenca anche responsabilità che attribuisce nella situazione attuale di Alto Calore, “puntando anche il dito” contro le precedenti gestioni.