di Simonetta Ieppariello
Una vera e propria psicosi, che ritorna puntuale dopo mesi, ad alimentare la paura collettiva. Notizie che si rincorrono, mutandone i particolari su piattaforme condivise che diventano trappole, incubi per genitori e ragazzini impauriti. Il web diventa la piazza delle denunce e allarmi. Un furgone rosso che si aggira di giorno nelle strade del vesuviano. Il mezzo diventa poi bianco nell’agro casertano e in zona giuglianese. Prima si parla di una donna che rapisce bambini dinanzi una scuola. Poi la versione cambia di messaggio in messaggio, telefonata in telefonata e finisce per parlare di un presunto pedofilo che scatterebbe foto ai minori. Per questo motivo ieri un giovane disabile mentale, che non rappresenta pericolo per la comunità, soltanto per un soffio è scampato al linciaggio. E così da Giugliano a Pollena, da San Nicola La Strada a Cercola gruppi e profili vengono letteralmente invasi da accuse contro rom e migranti. Si innesca un meccanismo perverso in cui lo scambio di notizie diventa il trampolino di lancio della paura. Intanto il risultato certo è che le famiglie sono letteralmente terrorizzate dalla miriade di notizie che stanno girando in queste ore. Notizie false, confermano polizia e carabinieri: non ci sono denunce attendibili né indagini in corso su questo tema.
Intanto è scattata la caccia all'orco. Così è scattata la mobilitazione collettiva che stava per sfociare in aggressione. Per riportare la calma è stato necessario l’intervento degli agenti del commissariato di Giugliano. Le mamme hanno chiesto più controlli, vigilanza costante davanti le scuole.
Tra ieri e l’altro ieri si è diffuso anche nelle chat WhatsApp un messaggio audio che metteva in guardia sul rischio rapimento di bambini. Addirittura si sarebbe sparsa la voce che una mamma avrebbe denunciato il tentativo di adescare sua figlia da parte di un rom. Ma si tratta di psicosi che vengono montate ad arte. Una sorta di catena che senza fine fa serpeggiare, dilagare senza freni la paura.