di Simonetta Ieppariello
Ucciso con una coltellata al petto, l’ultimo saluto tra commozione e lacrime a Raffaele Perinelli nel suo rione a Miano nella chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo di via Janfolla. Grande la commozione di amici e parenti del calciatore che aveva militato nel Gragnano e nella Turris. "Giustizia per Lello", è la scritta che campeggia sulle magliette ricordo in memoria tra palloncini bianchi e azzurri.
Si è sentita male sua nonna, è servito portarla fuori mentre urlava: "Dovevo morire io, non è giusto". “Basta sangue” è l’appello che il prete ha lanciato dall’altare. Francesco Totti era l’idolo di Lello. Il campione non ha esitato a mandare alla sua famiglia una sua maglietta con tanto di dedica sotto il numero 10 “A Lello, portaci in paradiso“. Raffaele Perinelli è morto ucciso a causa di un litigio con una coltellata al petto da Alfredo G., 21enne venditore ambulante di Miano che si è costituito confessando il delitto ai carabinieri. L’iniziativa è stata possibile grazie all’intervento del Direttore sportivo giallo rosso Ramón Rodríguez Verdejo Monchi e Alberto Viola.
La tragedia è accaduta durante la serata di sabato 6 ottobre. Poi qualcuno ha accompagnato e abbandonato Raffaele in fin di vita all’esterno dell’ospedale Cardarelli. In questi giorni sua madre Adelaide e sua sorella Francesca Perinelli hanno più volte invocato aiuto, chiedendo a chi abbia assistito alla lite di parlare.
Il dramma di Raffaele Perinelli, morto così tragicamente e così presto ha commosso tante persone. Conosciuto come un gran lavoratore con la passione del calcio, il giovane 21enne è cresciuto senza padre. Infatti, Raffaele aveva solo 6 anni quando il papà Giuseppe è stato vittima di un agguato di camorra. Era il 1999 e si presume che l’omicidio sia stato voluto dall’ex boss della Sanità Giuseppe Misso ‘o Nasone per vendicare la morte della moglie Assunta Sarno uccisa insieme al suo braccio destro Alfonso Galeotanel 1992. L’episodio è conosciuto come “La strage di Acerra”.
“È il giorno del funerale…è il giorno di un quartiere che non si arrende al Male.
In un contesto sociale sempre più difficile il no alla violenza deve essere tanto forte quanto il si’ alle regole piu’ elementari di convivenza umana sul piano della vita civile. Dal male nasce solo male e dalla violenza solo violenza, in una spirale che imprigiona“, il messaggio di Don Francesco Minervino parroco della chiesa dei Santissimi Alfonso e Gerardo di Miano.