di AnFan
Spesso, si sa, lo “zampino” della suocera rischia di far “scoppiare” anche le coppie più affiatate, ma ad Avellino le conseguenze di una accesa lite familiare potevano essere decisamente drammatiche. Il genero era arrivato a minacciare la suocera con un coltello da cucina: oggi, a più di tre anni da quell'episodio, quel 25enne è stato condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, il pubblico ministero ne aveva chiesti otto. Ma il giudice, Viviana Centona, dopo aver ascoltato anche le ragioni della difesa, rappresentata dall'avvocato Rolando Iorio, ha scelto una pena più mite.
Il 14 febbraio del 2015 c'era stato il litigio finito al centro del processo. «Sei uno scansafatiche e un buono a nulla: non hai saputo nemmeno trovare un lavoro per la tua famiglia», la sintesi degli insulti della suocera che avevano innescato la reazione del genero. Dopo essere andato a prendere un coltello l'uomo lo aveva puntato al fianco della donna. I carabinieri avevano fermato il 25enne e sequestrato il'arma. Ieri è arrivata la condanna del tribunale che, alla luce della pena sospesa, non costerà il carcere all'imputato.