di Andrea Fantucchio
Niente dissequestro per il liceo scientifico Mancini di Avellino. Il gip, Vincenzo Landolfi, ha respinto la richiesta della Provincia. Ora Palazzo Caracciolo, attraverso l'avvocato Luigi Petrillo, potrebbe ricorrere al Riesame.
La decisione del giudice è arrivata dopo l'incidente probatorio che si è tenuto lo scorso lunedì. La questione, come già anticipato, ruota intorno ad alcune consulenze. In particolare quella redatta dal perito nominato dal giudice, l'ingegnere Maurizio Perlingeri, che ha evidenziato come non ci fosse pericolo di crollo imminente. Eppure il gip ha ritenuto bocciare la richiesta di dissequestro, ritenendo l'edificio non in linea con la normativa sismica vigente.
Una decisione che comunque non disconosce quanto emerso dalla relazione redatta dall'ingegnere. Nel quale si legge, «sia in relazione alla analisi visiva e sia in relazione alle calcolazioni sintetizzate, si è del parere che non sussistano situazioni tali da determinare condizioni di pericolo di crollo per la costruzione», nel documento si fa però riferimento a interventi da fare nel giro di pochi anni. Pur evidenziando come «non sussiste l'obbligo immediato di opere in caso di inadeguatezza di una opera rispetto alle azioni ambientali... bensì un obbligo di programmazione degli interventi stessi».
Insomma, pur non essendoci il pericolo di crollo imminente, l'edificio non è stato ritenuto in linea con le disposizioni in materia. Come del resto numerosi edifici che risalgono a prima degli anni '70. Così evapora, almeno per il momento, la speranza di genitori e figli di tornare nella sede storica del liceo Scientifico. Finita al centro di una inchiesta del procuratore, Rosario Cantelmo, e del sostituto, Roberto Patscot, insieme ad altri edici scolastici. Nel corso dell'indagine era poi stato disposto il sequestro.