Benevento

I difensori avevano sollecitato il non luogo a procedere, ma il gup Flavio Cusani ha accolto la richiesta del Pm. E, ritenendo che la vicenda sia meritevole del vaglio del dibattimento – partirà il prossimo 1 febbraio -, ha disposto il rinvio a giudizio di Mario Corbo e Giovenale Tresca, due ginecologi del Fatebenefratelli chiamati in causa dall'indagine sulla morte di un bimbo di un mese avvenuta sei anni fa. Nel mirino degli inquirenti le presunte condotte colpose nell'assistenza alla madre del piccolo, sia in materia di esecuzione di esami specifici, sia di somministrazione di terapie.

I fatti risalgono al 7 aprile 2012, quando il neonato, prematuro, era venuto alla luce con un taglio cesareo. Pesava meno di 900 grammi, il 6 maggio il suo cuoricino si sarebbe fermato per sempre. Conseguenza – sostiene la Procura - del peggioramento di un quadro clinico che era già complicato in partenza per la presenza di una “sindrome da distress respiratorio, di una ipoglicemia e di una emorragia intraventricolare ascrivibile al grave stato di prematurità”.

Condizioni difficili e rischiose che, secondo il Pm, supportato dalle valutazioni di un consulente, sarebbe stato possibile prevenire, o comunque attenuare con un'adeguata profilassi a base di cortisonici a dosaggio appropriato.

I genitori – una coppia di Ariano Irpino -, che con la loro denuncia avevano innescato l'avvio dell'attività investigativa, sono rappresentati dall'avvocato Domenico Carchia, mentre i due imputati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera ed Andrea De Longis junior. Per il Fatebenefratelli, citato come responsabile civile, l'avvocato Gerardo Orlando.

Nell'inchiesta erano stati inizialmente tirati in ballo anche altri due medici – un terzo ginecologo ed un cardiologo- la cui posizione è stata però archiviata.

Esp