Era accusato di continui maltrattamenti ai danni dell'ex convivente. Lei, poverina, era diventata il bersaglio delle sue violenze fisiche e morali, delle sue minacce di morte. Una situazione diventata insostenibile, che l'aveva indotta a trasferirsi con la figlia minore da Solopaca a Melizzano, per sfuggire a quelle condotte aggravate dall'ubriachezza.
Comportamenti che sono costati la condanna ad un 44enne di nazionalità romena – è stato difeso dall'avvocato Ettore Marcarelli -, al quale il gup Flavio Cusani ha inflitto la pena, sospesa, di 1 anno e 4 mesi, revocando ogni misura a suo carico. E' l'epilogo di un'indagine dei carabinieri su una serie di fatti che si sarebbero verificati tra novembre 2016 ed aprile 2017.
Un lasso di tempo nel corso del quale l'uomo avrebbe riservato le sue 'attenzioni' alla donna. “Stasera ti devo chiudere la bocca con il nastro e ti porto sulla montagna, così non gridi e vedi cosa ti faccio...”, le avrebbe detto, stringendole il collo, e in preda ai fumi dell'alcol, dopo aver cercato di avere un rapporto sessuale con l'allora compagna.
In un'altra circostanza, poi, non accettando un ulteriore no, l'avrebbe afferrata per i capelli e le avrebbe gridato, alla presenza della piccola, “Se non vuoi stare più con me allora ti butto l'acido sul viso..”.
Nel luglio del 2017 era stato sottoposto al divieto di avvicinamento, ma lo scorso settembre era finito ai domiciliari con l'accusa di averlo violato, introducendosi nell'appartamento della ex e danneggiando alcuni oggetti. Questa mattina la definizione del rito abbreviato e la condanna.
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