Benevento

L'appuntamento è in programma il 24 gennaio del prossimo anno, quando dinanzi al Gup di Ascoli Piceno dovranno presentarsi due ufficiali dell'Aeronautica – per altri tre è stata disposta l'archiviazione – per i quali la Procura marchigiana ha chiesto il rinvio a giudizio nelle indagini sul tragico scontro in volo tra due Tornado che il 19 agosto del 2014 era costato la vita ai quattro membri dei due equipaggi. Tra loro il capitano dell'Aeronautica Paolo Pietro Franzese, 35 anni, nato a Benevento – nel capoluogo e in provincia risiedono alcuni familiari -. Si tratta di Bruno Di Tora e Fabio Saccottelli, all'epoca, rispettivamente, comandante del 154° Gruppo e capo Cellula pianificazione, difesi dall'avvocato Antonio Tarentini.

Figlio di un'ex dipendente dell'Enel originaria di Ponte e di un professore, Franzese era cresciuto nel Napoletano. Sposato a padre di un bimbo, abitava a Montichiari, nel Bresciano.

Quel giorno era decollato dalla base stanziale del 6° Stormo di Ghedi, in provincia di Brescia, per una missione di addestramento pianificata, propedeutica ad un’esercitazione della Nato in programma nei mesi successivi

L'aereo pilotato dal capitano Mariangela Valentini, 32 anni di Borgomanero, in provincia di Novara, nel quale sedeva sul seggiolino posteriore, era entrato in collisione con il velivolo con a bordo il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni, di Palermo. L'impatto e l'esplosione nel cielo di Ascoli non avevano dato scampo, i rottami dei mezzi erano precipitati sui monti della Laga, ad una trentina di chilometri di distanza, fra i comuni di Venarotta e Gimigliano.

Di qui l'avvio dell'inchiesta sull’operato di cinque ufficiali, in servizio alla base di Ghedi, che si erano occupati a vario titolo dell'esercitazione. Un lavoro investigativo corredato anche da una consulenza tecnica, al termine del quale il Pm aveva proposto l'archiviazione, alla quale si erano opposti i familiari delle vittime – quelli di Franzese sono assistiti dall'avvocato Mauro Carrozzini -.

Il Gip aveva ordinato altri sei mesi di indagini, al termine dei quali era stata proposta ed archiviata la posizione di tre militari. Non di Di Tora e Saccottelli, sui quali dovrà ora pronunciarsi il giudice dell'udienza preliminare, decidendo se proscioglierli o spedirli a processo.