Massimo Coda di gol nella sua carriera ne ha segnati un centinaio tra A, B, C ed estero, ma quello più bello, strappapplausi, l'ha realizzato sicuramente in questi giorni. A sue spese ha fatto costruire per i bambini della frazione Passiano di Cava dei Tirreni un campo di calcio a cinque che sarà accessibile a tutti e di gestione del Comune. Una grande dimostrazione di altruismo e generosità quella del bomber giallorosso che ha colpito tutti, visto che non si tratta di un atleta che ha guadagni alla Cristiano Ronaldo, tanto per intenderci.
"E'stato sempre il mio desiderio, quello di mettere a disposizione dei bambini della mia frazione, dove mi sono cresciuto e tuttora abito, un impianto per farli giocare a calcio, senza essere costretti a utilizzare la strada, come capitava a me da ragazzino con frequenti sgridate, rischi e pericoli. Appena c'è stata la possibilità di concretizzare il tutto ho finanziato i lavori e credetemi tutto questo mi ha dato una grande felicità". Queste le eloquenti parole del centravanti del Benevento.
L'impianto polivalente che è in corso di realizzazione, sorge su un'area messa a disposizione dall'amministrazione comunale metelliana. Coda ha avuto come prezioso alleato il consigliere comunale Luca Narbone, suo amico, che ha curato l'aspetto burocratico. Il campo di calcio a cinque che sarà intitolato a Roberto Coda, nonno del bomber sannita, sarà inaugurato domenica 4 novembre alle 20.30 con una serata sociale, di beneficenza, gastronomica, musicale organizzata dalla locale parrocchia con la collaborazione della comunità passianese, denominata "La fabbrica del futuro" dove l'ospite d'onore sarà proprio Massimo Coda. Toccanti le parole del consigliere comunale Narbone: "Ringraziamo Coda per un gesto bellissimo e che dimostra la grande generosità di un atleta che si è fatto valere nella vita e che grazie a questo campo permetterà a qualche giovanissimo di iniziare i primi passi verso un sogno. Coda ha dimostrato grande cuore e generosità verso gli altri, proprio come quando gioca".
Chapeau Massimo.
Antonio Martone