di Andrea Fantucchio
Minacce all'avvocato che sta interrogando il testimone. Una deposizione che non è andata giù a qualcuno del pubblico: così è scoppiata una bagarre in aula. Alla fine è stato necessario l'intervento della polizia per sedare gli animi, prima che la situazione degenerasse. E' accaduto questa mattina ad Avellino. Durante una udienza del giudice di pace.
Protagonista della vicenda, suo malgrado, un noto penalista del foro irpino: vittima di offese che provenivano dal pubblico. E che sono presto degenerate, continuando anche all'esterno dell'aula. Era in corso una udienza piuttosto delicata. I presenti stavano assistendo alla deposizione di un testimone chiave citato ddl pubblico ministero. Dalle sue dichiarazioni poteva dipendere 'esito del processo. L'avvocato era impegnato in un serrato contro-esame: per chi – non è della materia – una serie di domande con il quale, in questo caso, il legale dell'imputato cerca di “far cadere” i testimoni dell'accusa. Cercando di dimostrare la loro inattendibilità, spesso cercando di farli contraddire. E' così facile immaginare che - proprio il controesame - rappresenti uno dei momenti più delicati del processo: dove la tensione è elevata e, non raramente, gli animi si surriscaldano.
Tornando al caso di questa mattina, sembra che l'iniziale reticenza dell'uomo ascoltato stssae vacillando. E' allora che dal pubblico si è sollevato un brusio. Qualche offesa rivolta proprio al legale.
«Cosa stava facendo dire a quel testimone?». Delle frasi non sono andate giù a un uomo seduto nel pubblico che non ha risparmiato il suo disappunto. Un comportamento che non è passato inosservato all'avvocato che ha chiesto spiegazioni. Dopo le minacce ne è nato un litigio che ha spinto il giudice a sospendere l'udienza. Poi è arrivata la polizia. Non è escluso che – nei confronti dell'uomo che ha offeso il penalista – si proceda d'ufficio per interruzione di pubblico servizio. Il legale non ha voluto – infatti – sporgere denuncia.