di Andrea Fantucchio
Un silenzio assordante, mentre c'è chi piange i propri morti: un marito, un padre, un amico. Sono già ventisei. Questa mattina gli ex operai dell'Isochimica e numerosi cittadini si sono riuniti, a Pianodardine, zona industriale di Avellino, per ripristinare la targa che ricorda le vittime della fabbrica della morte. Assenti maggioranza e opposizione del capoluogo, latitanti anche i deputati irpini.
C'era solo il consigliere, Alfonso Laudonia, che proprio sul caso Isochimica ha consumato lo “strappo” con l'amministrazione del Movimento 5 Stelle, accusata di non aver mantenuto le promesse sulla bonifica.Il primo cittadino, nel pomeriggio, ha affidato a facebook le sue scuse: «Non ho potuto prendere parte alla cerimonia di ripristino della targa in memoria degli operai ex Isochimica per impegni istituzionali. Ma oggi, il mio pensiero è rivolto principalmente a questi lavoratori uccisi dall'amianto e alle loro famiglie. Ed è rivolto anche agli altri, da troppo tempo in attesa di giustizia e verità. Questa amministrazione non dimentica e farà di tutto per porre fine ad una delle pagine più buie della nostra città: l'impegno per la bonifica dell'ex fabbrica è massimo e tale resterà. Come sarà massimo l'impegno per spostare il processo da Napoli ad Avellino. Le lacrime e le preoccupazioni degli uomini e delle donne di Rione Ferrovia e non solo, sono anche le nostre».
Parole scritte in buone fede, ne siamo certi, ma non bastano a cancellare quell'assenza. Cosa contava di più di quelle famiglie che chiedevano – per l'ennesima volta – di non essere dimenticate? Non hanno fatto una bella figura neanche gli altri: a partire da chi a Borgo Ferrovia ha fatto incetta di voti e lo ha già dimenticato.
Il consigliere ha lasciato la riunione dei capigruppo per andare alla manifestazione.
«Non ho meriti particolari - dice il consigliere a Ottopagine.it - semplicemente era giusto fare così. Lo devo alla gente di Borgo Ferrovia, questa è casa mia». Laudonia rilancia l'allarme legato ai rischi della salute: uno screening da realizzare, al più presto, su tutta la popolazione. Cita il caso della signora Azzarello, moglie di un ex operaio. Nell'ultima udienza ha spiegato di essersi ammalata, lavando la tuta del marito. E come lei – in Italia – sono tanti i casi di chi è stato colpito da patologie asbesto-correlate, solo per esposizione. Un pericolo concreto, che molti ignorano: nonostante i morti.
Tony Della Pia, segretario di Rifondazione Comunista, ha ricordato come gli ex operai non vengono sottoposti alle visite Asl. E c'è chi, fra loro, aspetta il pensionamento anticipato. Le associazioni presenti, a partire da "Lotta per la Vita", hanno chiesto di riportare il processo ad Avellino. Appelli che si ripetono, da anni, senza sortire effetti o scalfire un muro di indifferenza ancora insormontabile.