Benevento

E’ un crocevia importante quello contro Ascoli, squadra alla quale è legato il bel ricordo che quando militava in serie A alla fine degli anni 80, inaugurò l’ex S. Colomba in una storica amichevole contro i giallorossi fortemente voluta dal compianto Costantino Rozzi, patron marchigiano e costruttore dello stadio beneventano. Mettendo da parte ingredienti di suggestione e tornando al presente, la conquista dei tre punti è d’obbligo per avere continuità di risultati, far crescere ulteriormente l’autostima e soprattutto mandare un segnale forte alle dirette concorrenti per l’elite della graduatoria, considerando che alcune stanno allungando il passo e che ormai il campionato anacronistico ed abnorme che stiamo vivendo, non è più alla fase iniziale, ma oltre la metà del girone d’andata ed è appunto entrato nel vivo. Quest’anno i verdetti non arriveranno a febbraio-marzo come stanno sostenendo molti, ma bisogna tenere il passo da adesso, evitando gap di punti che potrebbero poi risultare problematici da superare nel decisivo volatone finale. Ci sono rispetto al passato ben 6 gare in meno, parliamo di 18 punti potenziali, non una sciocchezza e soprattutto molte soste in più che consentono a tutti di gestire la fatica al meglio, quindi il torneo avrà sempre questa cadenza con gli unici sussulti legati ad eventuali operazioni al mercato di gennaio dove, però, si sa quasi mai arrivano impulsi devastanti.
Contro i bianconeri di Vivarini, dunque, tecnico bravo nel preparare squadre ordinate tatticamente e votate alla difensiva, i giallorossi sono attesi da una gara complicata e difficile con una squadra che gioca compatta e molto fisica, temibile sulle palle inattive. Bucchi dovrà essere bravo a preparare qualche “sorpresa” così come avvenuto contro la Cremonese e diffidare dell’etichetta che i marchigiani sono una squadra “da casa”, visto che lontano dal Del Duca hanno collezionato solo un punto. Del resto giocheranno con il morale alle stelle per il successo col Verona ed una classifica che per il momento li vede in una posizione tranquilla. Da verificare se sarà adottato il 4-3-1-2 o si punterà al 4-4-1-1. 

Determinanti saranno l’approccio, la voglia di vincere, la fame vista sabato scorso e naturalmente il fattore tifo, considerato che oggi potrebbe esserci una ulteriore insidia in più legata al terreno di gioco che di certo non favorisce chi deve impostare il gioco. Ma ripetiamo un concetto espresso anche una settimana fa, il Benevento dovrà giocare con spensieratezza, grande carica e soprattutto senza timori reverenziali o sopravvalutare gli avversari, usando tutti i mezzi.
Insomma, quella di stasera sarà la classica partita del campionato cadetto da vincere per confermarsi grande, ma difficile, indecifrabile e complicata.

Antonio Martone