di AnFan
Scarcerato il 38ennne Sebastiano Orlando Teresi, che era finito in manette in una inchiesta della Squadra Mobile avellinese, guidata da Michele Salemme, su un giro di cocaina, hashish e marijuana fra il capoluogo irpino e l'hinterland. I giudici del Riesame di Napoli hanno accolto il ricorso curato dall'avvocato, Gerardo Santamaria.
La difesa ha puntato sulla lieve entità dello spaccio contestato, riferito a meno di dieci cessioni e un periodo di tempo ristretto (circa un mese), ed è riuscita a dimostrare che la recidiva specifica infra-quinquennale addebitata a Teresi fosse, in realtà, solo “apparente”. Una condanna precedente, a carico dell’indagato, era infatti riferita allo stesso procedimento e non a una altra inchiesta. La difesa ha poi dimostrato l’insussistenza dell’aggravante di aver utilizzato minori durante l’attività di spaccio.
L'inchiesta, condotta dall'ispettore superiore della sezione antidroga, Roberto De Fazio, è nata da una perquisizione a carico di un giovane pusher: realizzata nel 2015. Dalle parole del ragazzo aveva preso spunto era l'attività di intercettazione che aveva permesso di individuare gli indagati. Secondo gli inquirenti le sei persone individuate non parlavano mai direttamente di stupefacenti, ma usavano una serie di parole in codice: «pizza, vino, olio, cioccolata, pensierino, supposta, latte, gelato». E l’attività di spaccio si sarebbe sviluppata fra Avellino e il ristretto hinterland. Diversi i sequestri di droga realizzati dalla Mobile. Fra i tanti presunti compratori ascoltati anche diversi professionisti e giovanissimi.