Lo psicodramma in scena al comune di Avellino. Proprio in questo momento si discute in aula l'approvazione del Bilancio, quello redatto dal commissario prefettizio Mario Tommasino. Una seduta drammatica, sospesa tra lo strumento finanziario, la dichiarazione di dissesto e la mozione di sfiducia. Non c'è in gioco il futuro dell'esecutivo 5Stelle, ma dell'intera città. Il consiglio si trova di fronte a scelte fondamentali, forse come mai negli ultimi anni. Non sarà semplice e il clima di tensione, le spaccature, le provocazioni, i dissensi, l'opposizione che si sfilaccia, i distinguo, non aiutano il dibattito. La seduta è iniziata alle dieci, ventinove i consiglieri presenti. La consigliera Nadia Arace ha espresso solidarietà ai giornalisti Federico e Gianni Festa, che hanno ricevuto nei giorni scorsi minacce di morte.
Nadia Arace ha denunciato «il ritardo nella presentazione del Bilancio», una ritardo che è «figlio dell'inerzia di questa amministrazione», della «confusione». Un rendiconto, fa capire la consigliera di Si Può, che non avrà il suo voto, anche perché «ne fanno parte anche vicende scandalose come quella del Teatro Gesualdo», e sul qualche «aleggia l'ombra di un dissesto» che è stato imprudentemente «sventolato», ma che merita di essere valutato «solo se è l'unica alternativa». Poi Arace chiarisce un altro punto: «Sulla mozione di sfiducia non ho cambiato idea e non mi presto ai giochi di chi vorrebbe barattare il voto sulla mozione con la dichiarazione di dissesto».
Anche Dino Preziosi non voterà il bilancio. «Non mi sento tranquillo nel votare un parere che ha avuto tre pareri diversi». Ma non solo. Il consigliere ritiene anche che il monte debiti sia superiore a quello certificato nello strumento contabile, a partire dal contenzioso.
Sulla stessa linea il consigliere Ines Fruncillo: «Siamo sempre stati all'opposizione, abbiamo sempre votato contro i Bilanci e anche questo è frutto di scelte politiche sbagliate e che non ci appartengono. Questa operazione verità sui conti pubblici è riuscita solo a metà. Ora chi ha coscienza e dignità deve assumersi le dovute responsabilità».
Delusione è la parola chiave dell'intervento di Alberto Bilotta. «La situazione delle casse dell'ente è complessa, come quella di altri enti locali. Ma qui la situazione si è aggravata negli ultimi cinque anni. Si poteva intervenire con un riequilibrio di bilancio, ma la passata amministrazione si è impegnata solo nelle sue beghe politiche. Intanto le sentenze perse hanno accresciuto il debito e non si riesce a riscuotere i tributi. Oggi mi aspettavo di discutere il dissesto. E quello non è un atto politico, o c'è o non c'è».
Voterà il Bilancio, Lucia Cipriano e il gruppo di Mai più. «La continuità amministrativa è un unicum, siamo obbligati a prenderci la responsabilità di votare il Bilancio 2017 dell'amministrazione Foti e redatto per conto del nuovo esecutivo dal commissario Tommasino: se non ci fidiamo del governo centrale, di chi possiamo fidarci? Poi valuteremo nell'ordine il dissesto e la mozione di sfiducia».
Il capogruppo del Movimento 5Stelle, Antonio Aquino, ha ringraziato chi «ha svolto l'operazione verità sui conti» e saluta con soddisfazione «il punto di non ritorno rispetto al passato». Ora – ha concluso - «rimettiamo in moto la macchina amministrativa ferma da tempo».
Per Nicola Giordano «il rendiconto è figlio di nessuno. Non difendo Foti, ma mi rendo conto che quell'amministrazione aveva elementi che evitano la discussione e la responsabilità. Persone che giocando sull'equivoco hanno costruito le loro fortune elettorali».
Nello Pizza voterà il bilancio. Anche se «questa amministrazione non ci ha messo niente di suo, era l'occasione per dare centralità a questo consiglio. Si è rinunciato a fare politica. Io non ho bisogno di fare campagne elettorali, non mi ricandiderò, preferisco tornare alla mia professione. Ho una sola perplessità: manca un piano di risanamento, quasi si desse per scontata una cosa che scontata non è: la dichiarazione di dissesto. Ritengo sia opportuno invece definire tramite gli uffici un piano di pre dissesto».
Ha poi preso la parola, Livio Petitto del Pd. «E' la prima volta che il bilancio 2017 arriva in aula. Se siamo qui a discuterlo è solo perché il Pd ha mantenuto in vita questa amministrazione, e lo ha fatto solo affinché si facesse chiarezza sui conti. A chi parla di responsabilità, molti di quelli che mi hanno preceduto, voglio chiarire che se le responsabilità di questo debito ci sono, vanno ascritte alle amministrazioni del post terremoto. E aggiungo: se l'esecutivo vuole dichiarare dissesto solo per prepararsi la campagna elettorale, lo dico da subito: non ci sto».
Per Enzo Ambrosone è grave «arrivare all'ultimo giorno per discutere il documento contabile», e poi: «Il sindaco e la sua parte politica hanno commesso uno sciacallaggio politico sul consuntivo. Hanno parlato di un buco, omettendo che tutte le amministrazioni comunali sono nelle stesse condizioni. Il Pd voterà a favore perché vuole fare chiarezza. Ma mi chiedo: senza il piano allegato non rischiamo di creare un buco che ricadrebbe sull'intera città? Per Forgione non ci sono dubbi: arriverà il dissesto. Riteniamo sia solo una scorciatoia per la prossima campagna elettorale. E chiedo all'assessore, perché insiste sul dissesto senza la valutazione dei Revisori. Voglio chiarire che la mozione di sfiducia arriva prima del dissesto. Per noi la mozione resta in piedi, calendarizziamola nell'ultimo giorno utile, il 26 novembre, e contiamo di ricevere prima di quella data il parere del collegio dei revisori».