Passa il Bilancio consuntivo al termine di un consiglio comunale drammatico, segnato da un errore nella presentazione dello strumento contabile (mancava un allegato). Errore che avrebbe provocato il commissariamento e lo scioglimento del consiglio.

Lo strumento contabile è stato votato da 13 consiglieri (Ciampi, Aquino, D'Aliasi, Laudonia, D’Alessandro, Ridente, Petitto, Ambrosone, Festa Capone, Iacovacci, Maggio, Luongo), docici gli astenuti (Percopo, Pizza, Marietta Giordano, Verrengia, Bilotta, Pericolo, Fruncillo, Cipriano, Giordano, Festa Leonardo, Preziosi), e uno contrario (Arace).

Il confronto in aula è stato feroce, soprattutto quando si è scoperto il clamoroso errore, grazie a un intervento del consigliere Dino Preziosi.

«C'è qualche manina – ha aggiunto Preziosi – che inserisce cose strane nelle delibere. Questo spettacolo è indegno. Per i consiglieri e per i cittadini: se questa consiliatura non si chiude il 26 novembre darò le dimissioni».

Sulla questione Nadia Arace è intervenuta in modo duro: «Non voto l'emendamento e abbandono l'aula». «Discutiamo da ore è solo adesso scopriamo che votare quella delibera avrebbe provocato lo scioglimento del consiglio».

Ancora più critico Nicola Giordano, «è demoralizzante, sono sorpreso della vostra irresponsabilità, forse qualcuno di voi vuole tornare a casa (rivolgendosi alla giunta ndr). Oggi in aula non è stato certificato il disavanzo, ma la vostra inadeguatezza».

Sconcertata anche la Ambrosone: «Ma a che gioco state giocando? State dimostrando la vostra incapacità di guidare la città, non sarei sorpresa se qualche sottosegretario chiedesse le vostre dimissioni in blocco. Eppure non dovevate far altro che riportare il lavoro del commissario, ma siete riusciti a presentare una delibera illegittima».

Quella di Luca Cipriano è quasi una sentenza. «Chiudiamo la partita dei conti e votiamo la sfiducia». Come dire, addio amministrazione 5Stelle. Nel suo intervento l'esponente di Mai Più così articola la sua posizione: «Avete compiuto un capolavoro. Volevo la verità sui conti e sono soddisfatto: avete sbagliato. Grazie al consigliere Preziosi ce ne siamo accorti. Ci stavate inducendo in errore, saremmo stati commissariati. Non oso immaginare in quel caso cosa avrebbe architettato il vostro sottosegretario. Chiedo al sindaco di verificare chi ha sbagliato e lo faccia dimettere. Siete pronti a pugnalarci ogni volta che vi prestiamo il fianco, ora basta, non ci sono più le condizioni per andare avanti».

L'assessore Forgione ha risposto addebitando al commissario prefettizio la delibera sbagliata: «Il documento non è passato in giunta.

Di parere opposto Livio Petitto: «Non incolpate chi non si può difendere e che dobbiamo solo ringraziare. Se c'è qualcuno che ha sbagliato è l'assessore Forgione». Sulla stessa linea Ines Fruncillo, che ha aggiunto: «Se il sindaco ritiene che bisogna andare a casa, basta trovare un notaio».

Soddisfatto il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, che con un post su Facebook, così commenta l'approvazione del Bilancio: «Finalmente ad Avellino un bilancio veritiero grazie al Movimento 5 Stelle, al Commissario Prefettizio, il dottore Tommasini, ed al Consiglio Comunale che ha approvato il Consuntivo con grande senso di responsabilità. Oggi è un giorno molto importante per la città. Anche se con estremo ritardo, causato dalla negligenza di chi ci ha preceduto, adesso abbiamo dati certi riferiti al 31 dicembre del 2017. Ma è importante sottolineare che, soprattutto grazie al nostro lavoro, si è posto in essere ciò che avrebbero dovuto compiere altri entro il mese di Aprile 2018. Nessuno ha avuto il coraggio di fare chiarezza sui conti del Comune, noi sì. Nessuno ha avuto il coraggio di assumersi responsabilità importanti prima d’ora, noi sì. Sin dal primo giorno, abbiamo detto ai cittadini che avremmo compiuto un’Operazione verità sul bilancio. Ebbene, il primo punto dell’Operazione verità è stato posto in essere, adesso procediamo spediti verso il dissesto perché, a nostro parere, è l’unica soluzione percorribile. Il dissesto, a differenza di chi si affanna ad affermare il contrario, non è una scelta politica. Il dissesto non può mai essere una scelta politica, la giunta lo propone perché ricorrono i presupposti previsti dalla legge. Il Comune si trova a fronteggiare una situazione debitoria gravissima che non dipende di certo dalla nostra amministrazione. Nessuna vendetta da parte nostra, noi operiamo esclusivamente per il bene dei cittadini. Abbiamo preso una decisione in piena libertà e siamo con la coscienza a posto. Ora tocca al Consiglio Comunale assumersi le proprie responsabilità».