Gli addetti ai lavori lo chiamano già "professore". Mai soprannome è stato più azzeccato. Roberto De Zerbi in serie A sta insegnando calcio. Quello bello, spettacolare, spensierato, che fa felici bambini ed anziani. Il suo 4-3-3, cavallo di battaglia da quando siede in panchina è un piccolo capolavoro fatto di velocità, proposizione al gioco offensivo, possesso palla, scambi e triangolazioni rapide, il vero calcio totale ammirato da tecnici come il suo amico Bepi Guardiola e che lui in Italia sta propagandando nella massima serie.
L'anno scorso nel Sannio a dispetto di quella classifica assurda ereditata da altri e quest'anno in Emilia Romagna. Lo stadio di Reggio dove gioca il Sassuolo puntualmente registra presenze di tecnici, dirigenti e direttori sportivi anche stranieri curiosi di carpire i segreti tattici e di preparazione dell'allenatore bresciano che proprio a Benevento ha avuto il definitivo trampolino di lancio. Una scommessa vincente di Oreste Vigorito. A dispetto di quell'ultimo posto ha fatto sentire il generoso pubblico giallorosso in serie A, giocando alla pari contro chiunque. Le sue squadre sono l'esaltazione del collettivo, una specie di orchestra dove non ci sono prime donne o quanto meno lo diventano tutti attraverso il gioco. In tanti predicono un futuro di gloria, ma lui si schernisce.
Lo chiamo per organizzare una diretta per Ottogol, la trasmissione in onda su 696 Tv Ottochannel. Dall'altra parte la voce ha come un sussulto di gioia. E subito inizia a parlare della città, dei tifosi, della società, di quello spicchio d'annata.
"Benevento mi è rimasto nel cuore. La squadra e la città. Gente bellissima. Peccato che all'inizio qualcuno pensava male di me per la mia passata militanza con il Foggia. Poi, però, hanno apprezzato innanzitutto l'uomo che è la cosa che per me viene prima di tutto e dopo il professionista. Credetemi in quei mesi ho dato tutto quello che avevo dentro sia professionalmente che a livello umano ed ho trovato ragazzi che mi hanno seguito. Anche se può sembrare un paradosso è stato un periodo che mi ha formato, che mi ha fatto crescere, che mi ha insegnato tante cose".
Sembra un fiume in piena. Gli faccio i complimenti per le vittorie e subito ritorna a parlare dei giallorossi. "Ogni successo per me rappresenta una gioia doppia perchè c'è anche la rivalsa per la passata stagione, verso certe squadre che ci hanno sconfitto per inesperienza, per sfortuna o errori arbitrali. A proposito di questo - continua De Zerbi - a San Siro ricorderete che Spalletti fece polemica per la mancata concessione di un rigore. Lo zittii. Gli dissi: scusa, ma che ti lamenti, ricordati del rigore su Cataldi l'anno scorso con il Benevento che Pairetto ed il Var ignorarono..."
"Sto seguendo il Benevento, certo, ormai una parte del cuore è anche giallorosso e chi mi conosce sa che non sono ipocrita, ma sincero e diretto. Non posso vedere molte partite ma mi aggiorno con amici e attraverso giornali. Spero di rivederlo in serie A ve lo meritate tutti. E poi lì ci sono il presidente Oreste Vigorito che per me è stato un qualcosa di unico, una persona stupenda, unica, grande imprenditore e uomo di altissimo spessore e il direttore sportivo Pasquale Foggia, sono miei amici, persone che stimo al di fuori anche del calcio".
Prossima puntata a Ottogol...
Antonio Martone