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E’ deceduto, dopo giorni di agonia in ospedale, Pellegrino Pulzone. L’avellinese condannato a vent’anni in Cassazione per l’omicidio di Clorinda Sensale, brutalmente assassinata al centro storico di Avellino nel 2013. Pulzone, dopo averle chiesto dei soldi, l’aveva uccisa a coltellate. Lo scorso 31 ottobre l’uomo aveva tentato di uccidersi, impiccandosi in cella con un lenzuolo. Gli agenti lo avevano trovato accasciato sul pavimento, in fin di vita. Un massaggio cardiaco lo aveva rianimato. Era seguito il ricovero in ospedale. Ma le condizioni di Pulzone sono rimaste critiche, oggi il suo cuore ha smesso di battere.
Il quarantacinquenne era da tempo sotto osservazione di psicologi e psichiatri. In più occasioni aveva dato segni di instabilità, prima di tentare il suicidio. Episodi che, segnalati anche da poliziotti penitenziari e sindacati, avevano riacceso l’attenzione sulla condizione delle carceri. E sull’assistenza specialistica della quale, spesso, proprio i detenuti hanno bisogno. Confermava Donato Capece, del Sappe: “La situazione dei penitenziari si è notevolmente aggravata. Basterebbe avere l’onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere negli ultimi anni e negli ultimi mesi”.