"Non ci voglio neanche credere alla richiesta da parte della Commissione Pontificia di arretrati per 700 mila euro. Secondo me una simile richiesta non arrivera' mai. Semmai dovesse arrivare significherebbe non aver compreso il valore di questa cooperativa per la Sanita', per Napoli e per le istituzioni. Ripeto, non credo che arrivera' nessuna richiesta a questi ragazzi eccezionali. Ma se dovesse succedere io saro' qui, come lo sono oggi". Così il presidente della Camera Roberto Fico ai ragazzi della "Paranza", la cooperativa che da dodici anni gestisce a Napoli nel rione Sanita' le catacombe di San Gennaro, al centro di una rivendicazione economica da parte della Commissione Pontificia per l' archeologia sacra che nei giorni scorsi ha chiesto gli arretrati sugli incassi degli ultimi undici anni. I dipendenti, una cinquantina circa, temono per il loro futuro.
La Paranza esempio riconosciuto di imprenditorialità sociale andata avanti senza sovvenzione pubblica ma grazie all’impegno di onlus come l’Altranapoli o finanziatori come la Fondazione Con il Sud. Ora la storia potrebbe interrompersi se il Vaticano, attraverso il Pontificio Consiglio per la Cultura, non dovesse recedere dall’intenzione, comunicata recentemente da monsignor Ravasi all’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, di richiedere alla cooperativa il 50 per cento degli incassi sulla vendita dei biglietti.
La mobilitazione corre veloce sul web con migliaia di adesioni alla petizione promossa da Ernesto Albanese dell’associazione l’Altra Napoli per chiedere l’intervento di Papa Francesco. E anima il Rione Sanità dove spuntano cartelli indirizzati a quella Commissione Pontificia che vuole far cassa sui biglietti staccati ai turisti che si mettono in fila ogni giorno per visitare le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso.