Il pm Francesco Sansobrino aveva proposto una condanna a 4 anni e 8 mesi, ma il gup Maria Ilaria Romano, dopo le arringhe degli avvocati Gaetano Aufiero, Raffaele Fabiano, Antonio Barbieri e Giuseppe Bellaroba, ha fissato in 2 anni e 6 mesi, per concorso in tentata estorsione, la pena a carico di Diego Spina, 40 anni, e Marino Tascione, 54 anni, entrambi di Casalbore, giudicati con rito abbreviato. Per loro anche il risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in favore di un'impresa, parte civile con l'avocato Alexia Celllerino.
Si tratta di due delle quattro persone coinvolte a vario titolo nell'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri su due attentati incendiari ai danni di altrettanti cantieri, a Casalbore e Paduli, aperti per la costruzione di opere per il metanodotto Snam.
Secondo gli inquirenti, l'obiettivo sarebbe stata l'imposizione al rappresentante della ditta appaltatrice del pagamento di una tangente di 40mila euro, in cambio di protezione. Il primo 'avvertimento' risale alla notte tra il 6 ed il 7 agosto del 2017, quando erano stati dati alle fiamme, a Casalbore alcuni mezzi dell'impresa; dopo circa un mese, stessa sorte per un furgone, sempre all'interno dell'area del cantiere, ma a Paduli
Una vicenda al centro di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Flavio Cusani (che aveva detto no ad altri tre provvedimenti), su richiesta del sostituto procuratore Flavia Felaco, ed eseguita dai militari nel novembre dello scorso anno. Le misure erano poi state attenuate e revocate dal Riesame e dallo stesso Gip, con i domiciliari per Spina e Tascione – è il regime al quale sono ancora sottoposti – e l'obbligo di dimora per Carmine De Rosa (avvocato Achille Cocco)), 34 anni, e Vincenzo De Rosa (avvocato Fabio Russo), 38 anni, di Paduli, che sono invece già imputati in un processo che proseguirà il 1 febbraio del prossimo anno.
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