“L’unica risposta al disagio abitativo in questa regione ed in particolare nella provincia di Napoli arriva dagli accordi territoriali che insieme alle altre organizzazioni, sia della proprietà che dell’inquilinato, stiamo depositando nei vari comuni.
Mentre l’Edilizia Residenziale Pubblica, soprattutto per colpa di De Luca e della sua giunta, è alla paralisi più totale ferma nel mezzo tra i vecchi Iacp ormai collassati e l’Acer, la nuova azienda per la gestione del patrimonio pubblico che è ormai diventata una chimera irraggiungibile, i canoni concordati hanno dato una smossa al mercato delle locazioni private ad uso residenziale.
Le condizioni di particolare vantaggio insite nella opzione di questa tipologia di contratti, ha fatto in modo che diversi proprietari sono stati invogliati a mettere sul mercato diverse abitazioni che prima, magari, preferivano tenere sfitte.
In particolare i proprietari scegliendo questa particolare forma di contratto se scelgono di dare in affitto il loro appartamento con cedolare secca, l’aliquota Irpef su questa parte del reddito scende addirittura al 10% avendo, inoltre, il diritto all’esenzione dall’imposta di registro del 2%, dalle addizionali regionali e comunali (IMU e TASI), e dall’imposta di bollo – pari a 16 Euro per ogni 4 facciate del contratto, o per ogni 100 righe.
Anche per gli inquilini ci sono diversi vantaggi a partire dal risparmio sulle spese di registrazione del contratto e sulla chiarezza della determinazione dei canoni di locazione stabiliti negli accordi territoriali oltre alla possibilità di poter accedere, a determinate condizioni di reddito, al contributo all’affitto previsto dalla legge 431/98.
I comuni della provincia di Napoli do vegli accordi sono già stati depositati ed efficaci sono: Afragola, Bacoli, Brusciano, Calvizzano, Capri, Cardito, Casalnuovo Di Napoli, Casamicciola Terme, Frattaminore, Giugliano In Campania, Lacco Ameno, Marano Di Napoli, Marigliano, Massa Di Somma, Melito Di Napoli, Pomigliano D'Arco, Pompei, Portici, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, S. Antonio Abate, Sant'Antimo, Striano, Torre Del Greco e Villaricca”.
“Le nostre sedi –ha concluso Rispoli- sono in questi giorni prese d’assalto dalle persone che ci vengono a chiedere assistenza per stipulare questi contratti ma resta il problema delle case popolari e di una regione immobile ed incapace rispetto alla quale, unitamente alle altre organizzazioni, abbiamo dichiarato lo stato di agitazione che è il preludio ad una grossa manifestazione che terremo nelle prossime settimane”.