Salerno

Estorsione e corruzione: indagati anche i vertici di una società municipalizzata del comune di Salerno al centro di un’indagine, svolta dalla Procura di Forlì, che ha portato all’arresto di tre persone in tutta Italia.

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Forlì-Cesena hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Forlì, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 indagati. La richiesta di misura cautelare formulata dalla Procura della Repubblica di Forlì si fonda sulle risultanze acquisite all’esito delle attività investigative svolte direttamente dai Pubblici Ministeri assieme ai Carabinieri del R.O.N.I. del Comando Provinciale di Forlì-Cesena ed al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Milano. In particolare, sono state svolte attività di intercettazione telefonica ed ambientale, di escussione di numerose persone informate sui fatti, perquisizioni e accertamenti bancari.

Uno degli arrestati è destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, mentre i restanti due sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Sono stati inoltre notificati 5 avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone. I coinvolti sono ritenuti responsabili, a vario titolo di concorso in “estorsione” continuata e aggravata, “corruzione per l’esercizio della funzione”, “turbata libertà degli incanti”, “favoreggiamento personale” e “false informazioni al pubblico ministero”.

Gli interessati dalla misura cautelare sono: il Presidente e un ex dirigente del consorzio di cooperative “Conscoop” con sede in Forlì, e un ingegnere, funzionario tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico, membro dell’ufficio ministeriale responsabile della metanizzazione del Mezzogiorno. Insieme risulta coinvolta anche l’attuale dirigente amministrativa del Consorzio Conscoop, destinataria di un avviso di garanzia. L’indagine è stata condotta dal gennaio del 2017 al luglio del 2018 e ha riguardato, in particolare, un appalto vinto da una società consorziata alla Conscoop che, nel 2009, si era aggiudicata la gara per la costruzione e gestione del sistema di metanizzazione nel Comune di Terzigno, finanziato con fondi statali, per un importo originario di circa 4 milioni di euro.

Nel corso dell’attività investigativa sarebbe emerso come i vertici di Conscoop avessero avviato un sistema di pressione su alcuni dei professionisti che collaboravano con società controllate dal consorzio stesso per la progettazione e realizzazione dei propri progetti, secondo il quale i tecnici, per poter ottenere successivi incarichi dalla società o per vedere sbloccati i pagamenti di prestazioni già fornite, sarebbero stati ripetutamente costretti a consegnare ai capi del consorzio forlivese somme di denaro, pari ad alcune migliaia di euro ogni volta. Le verifiche svolte avrebbero così permesso di accertare che un ingegnere progettista abbia dovuto consegnare nell’arco di 5 anni, una somma complessiva di circa 200mila euro.

Non solo, l’indagine avrebbe permesso di stabilire come una parte di tali somme venisse utilizzata dai vertici di Conscoop per pagare tangenti al citato funzionario ministeriale, responsabile dell’attuazione del Programma di metanizzazione del Mezzogiorno, per ottenere la proroga del termine per il completamento dei lavori relativi al metanodotto del Comune di Terzigno. È da rilevare come la costruzione del sistema di metanizzazione del Comune di Terzigno, appaltata alla Conscoop era, nei mesi scorsi, ancora non terminata.

Le ulteriori 4 persone indagate, destinatarie anch’esse di un avviso di garanzia, sono: un professionista esterno, consulente Conscoop, un secondo professionista con studio a Roma, nonché i vertici di una società municipalizzata del Comune di Salerno, che gestisce la distribuzione di gas metano.

Risultano indagati nell’ambito di un secondo filone di indagine, relativo a un appalto indetto a Salerno nel 2015, da parte di una società partecipata di quel Comune, che distribuisce il metano in quel capoluogo e in diversi altri comuni campani e lucani. Il bando di gara sarebbe stato indetto per permettere alla municipalizzata di individuare un partner industriale al fine di irrobustire la compagine societaria e poter successivamente allargare il proprio mercato, conquistando territori dove distribuire gas metano.

Questa tranche dell’indagine avrebbe permesso di stabilire come il bando del 2015 indetto dalla municipalizzata salernitana, poi aggiudicato da una società controllata da Conscoop, sarebbe stato attagliato a misura di quest’ultima società – con la consulenza del professionista romano – attraverso la formazione di un bando di gara ad hoc, configurando il reato di turbativa d’asta. Nel corso della fase esecutiva dell’operazione, condotta tra le province di Forlì, Roma e Salerno, con l’impiego di circa cinquanta militari dell’Arma, del Comando Provinciale di Forlì-Cesena, in collaborazione con i Reparti competenti per territorio, sono state perquisite le abitazioni dei soggetti interessati, la sede della Conscoop e l’ufficio del funzionario ministeriale, acquisendo documentazione e materiale che dovrà essere vagliato dagli inquirenti. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Forlì, mentre gli altri due destinatari della misura cautelare sono stati portati presso i rispettivi domicili, in attesa degli interrogatori di garanzia.

Sara Botte