di Andrea Fantucchio
Il Tar di Salerno ha respinto il ricorso di una società che aveva impugnato la delibera “Regolamento sale da gioco e giochi leciti per la prevenzione e il contrasto alle ludopatie” e l'ordinanza del sindaco di Avellino con cui vengono disciplinati gli orari di esercizio delle sale da gioco e di funzionamento degli apparecchi. Il regolamento era stato curato anche dal consigliere d'opposizione, Dino Preziosi.
Scrivono i magistrati nelle motivazioni: «Non vi sono le condizioni per ritenere... "sproporzionata" la nuova limitazione dell'orario di svolgimento del gioco d'azzardo introdotta dal Sindaco di Avellino: a fronte di un fenomeno -quale la ludopatia- ampiamente diffuso e pericoloso, parte ricorrente si è sostanzialmente limitata a definire i nuovi orari forieri di eccessivi svantaggi per la propria attività economica. In sostanza, la tesi si risolve nel tentativo di sostituire le proprie valutazioni a quelle di merito operate dall'Amministrazione, il che ovviamente non può trovare condivisione in questa sede». Bocciate anche le proteste su una presunta disparità di trattamento delle sale da gioco rispetto ad altri esercizi commerciali (bar, tabaccherie) che presentano una vasta gamma di offerte per il gioco (compresi totocalcio, gratta e vinci, lotto, superenalotto, etc.).
I giudici dicono: « Il diverso orario previsto per le sale da gioco si giustifica in ragione della più elevata pericolosità, ai fini del rischio di determinare forme di determinare forme di dipendenza patologica, dei giochi praticati presso le sale dedicate, in quanto, come chiarito dalla giurisprudenza, gli apparecchi a ciò destinati, "per la loro ubicazione”»