Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Claudio Zaccaria è stato massacrato dal suo assassino. Almeno dieci coltellate: alcune al volto, altre al collo, una al torace. Probabilmente dopo una lite: Claudio ha provato a difendersi, inutilmente. Questo è quanto rivela l'esame esterno del cadavere, condotto dal medico legale Lamberto Pianese. L'assassino forse ha usato un coltello da cucina. Sequestrato dai poliziotti con un secondo coltello, con la lama più piccola. La vittima ha provato a difendersi con le mani, inutilmente. Claudio è stato trovato stamattina, riverso in una pozza di sangue, in uno sgabbuzzino. Intorno valige e altri oggetti gettati alla rinfusa. Nella casa di Giammarco Gimmelli, 32 anni, di Avellino, in via Madonna delle Salette. E' lui il principale indagato. La compagna di Claudio, Ylenia, 18 anni, è stata ferita alla gola. Dopo una operazione ora è cosciente. E presto sarà interrogata dagli investigatori: proprio dalla sua voce potrebbero venire elementi decisivi per ricostruire l'omicidio e soprattutto il movente. Questa mattina la ragazza era uscita dall'appartamento di Gimmelli, urlando: «Aiuto! Aiuto! Lo hanno ammazzato!». Qualcuno ha provato ad avvicinarsi all'abitazione. Lo hanno fermato subito: «Si sente puzza di gas, non entrate».

Il dramma prima di lanciarsi dalla finestra

La diciottenne ha trovato la forza di telefonare a qualcuno, forse un familiare, ha parlato di un bambino, poi stremata è stata soccorsa. L'ambulanza l'ha portata al Moscati. Dove è stata operata alla gola, un intervento delicato. La ragazza non è in pericolo di vita. Il presunto omicida si è tagliato le vene ed è salito sul davanzale di una delle tre finestre sul lato frontale del palazzo. Ha esitato qualche minuto.

«Non farlo, esci, vogliamo aiutarti». La polizia e i carabinieri hanno provato a trattare con lui. Ma Giammarco Gimmelli non li sentiva o, se li ascoltava, non si è fidato. Ha guardato ancora una volta verso la strada, poi si è lanciato nel vuoto. Un volo di tre metri. Un colpo secco con l'asfalto: il suono sordo della nuca che si schiantava al suolo. Il corpo rannicchiato. Respirava ancora, a fatica. Un'altra ambulanza lo ha portato in ospedale. Ora è in coma.

La prima ricostruzione 

Una scena raccapricciante a cui hanno assistito in tantissimi. In via Madonna delle Salette si è radunata una folta folla. E sui balconi erano affacciati i vicini. Uno di loro è sceso in strada, ha commentato «Negli ultimi giorni lo vedevo strano»

Sembra che Gimmelli, nelle ultime settimane, fosse diventato più chiuso. Su facebook c'era una foto che ad agosto lo ritraeva sorridente in compagnia di una ragazza. Poi la bacheca ha iniziato a riempirsi di post nei quali manifestava un certo malessere. Secondo una prima ricostruzione la coppia è andata a casa del presunto assassino. Un palazzone giallo di due piani: Gimmelli abitava al primo. La vittima, addosso, non aveva i documenti. E' toccato ai parenti, arrivati in via Madonna delle Salette intorno alle 14, il triste rito del riconoscimento. Sono entrati da un ingresso laterale, erano in lacrime.

Giallo sul movente 

Il corpo è così imbrattato di sangue che non è stato possibile effettuare l'esame esterno del cadavere. Il medico legale, Lamberto Pianese, lo ha eseguito al Moscati. Il sostituto procuratore, Paola Galdo, ha delegato le indagini alla squadra Mobile, diretta dal vice questore Michele Salemme. Gli investigatori sono alla ricerca del movente. Si partirà dai dati raccolti in casa dalla polizia scientifica e poi dalle dichiarazioni della ragazza e del 32enne che si è lanciato di sotto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi. Probabilmente prima dell'aggressione c'era stato un litigio. All'interno della casa sono state trovate diverse bottigliette di alcolici e altre che sono ora al vaglio degli investigatori. 

Quella stupenda storia d'amore

Ylenia e Claudio si amavano molto. "Il testamento" di quella passione è sui loro profili facebook. Un messaggio di lei lo scorso aprile: «Sei mezzo matto proprio come me... Ti sposerò perché ti piace ridere». Stavano sognando un futuro che non ci sarà mai.