Benevento

Un banale infortunio. Niente di grave, per fortuna, ma l’incidente ha determinato l’assenza forzata di uno dei componenti il collegio giudicante nel processo - rinviato a martedì prossimo, secondo un calendario già fissato –in cui sono imputati 23 ex o attuali sindaci tirati in ballo dall'inchiesta diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente, e condotta dal Corpo forestale, sull'inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero. Nel mirino degli inquirenti  la situazione creata dallo scarico di acque non depurate o depurate in modo non corretto. Tutto ciò avrebbe determinato uno stato di inquinamento, con conseguenze facilmente immaginabili per terreni e colture.  

Avviata nel 2010, l’indagine (Flumina il nome in codice – e non altri che pure hanno ispirato commenti a dir poco risibili -) aveva subito un duro colpo circa due anni fa durante l’udienza preliminare, quando il giudice, accogliendo un’eccezione della difesa, aveva dichiarato inutilizzabili i risultati  delle analisi delle acque perchè i prelievi della Forestale erano stati eseguiti senza aver avvisato i sindaci interessati, in modo da permettere a ciascuno di loro la nomina di un consulente. Un macigno piazzato lungo la strada del dibattimento in corso.

Inizialmente erano stati coinvolti altri ventotto primi cittadini: per tredici di loro era arrivata l’archiviazione, per gli altri quindici il proscioglimento, deciso dal gup Sergio Pezza. Che nella stessa occasione aveva disposto il rinvio a giudizio dei sindaci dei centri privi di depuratore o, anche con l'impianto per il trattamento delle acque, per la presenza di scarichi abusivi.

Enzo Spiezia