di Andrea Fantucchio
Una notte brava prima che Claudio Zaccaria fosse massacrato a coltellate. E' questa la pista sulla quale lavorano gli agenti della Squadra Mobile di Avellino, guidati da Michele Salemme. Nella casa di Gianmarco Gimmelli sono stati trovati alcolici e molte bottiglie per fumare crack.
L'arrivo da Gimmelli
Secondo una prima ricostruzione Claudio e la fidanzata Ylenia, 18 anni, sono stato accompagnati nell’abitazione di Gimmelli nella notte fra mercoledì e giovedì. Intorno alle 2.40. E sono rimasti lì fino alla mattina dopo. Fra Claudio e Gianmarco c'era un rapporto di amicizia. Nessun vecchio legame sentimentale fra Ylenia e l'indagato, come è invece stato scritto da qualche organo di informazione. Niente pista passionale, dunque. La verità va ricercata invece in quei momenti, quando Claudio e Gianmarco sono rimasti soli. Questa la ricostruzione degli investigatori.
L'avvocato di Ylenia, Luciano Trofa, ha spiegato invece come la ragazza non ha trascorso la notte a casa di Gimmelli, che non conosceva, ma si era recata lì, insieme al suo fidanzato, solo la mattina. Ylenia ha appreso la drammatica notizia della morte di Claudio solo dal tg. In una nota la famiglia chiede di rispettare questo momento di dolore e ribadisce che non c'è mai stato alcun legame fra la giovane e Gianmarco.
La ragazza era fuori quando Claudio è stato ucciso
Ylenia, e in questo le due versione combaciano, la mattina di giovedì, è uscita a comprare le sigarette con l'auto di Gimmelli. Quando la ragazza è tornata, ha trovato il corpo del fidanzato immerso in una pozza di sangue. L'indagato si sarebbe lanciato contro di lei, sferrandole tre coltellate, tutte alla gola. Una si è fermata a un centimetro e mezzo dalla carotide: salva per miracolo. Ylenia si è accasciata sul pavimento, ha finto di essere morta con il sangue le che usciva copioso. Poi quando il presunto assassino si è distratto per un istante, è fuggita in strada a chiedere aiuto. Ora, per fortuna, la ragazza è fuori pericolo. E' stata operata alla gola ed è stata ascoltata dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore, Paola Galdo.
La pista del consumo di droga
Probabilmente l'assassino era sotto effetto di stupefacenti. Come rivelerebbe anche la dinamica brutale dell'omicidio. Almeno dieci coltellate: al volto, al collo e al torace di Claudio. Il ragazzo avrebbe provato a difendersi, inutilmente. E' stato trovato immerso nel sangue in uno sgabuzzino dell'abitazione. Intorno valigie e altri oggetti gettati alla rinfusa: tutto fa pensare a una colluttazione. Come rivelato anche dall'esame esterno del cadavere, condotto dal medico legale, Lamberto Pianese.
Gimmelli era fuori di sé: ha prima minacciato di far saltare la casa in aria. Poi – dopo essersi tagliato le vene – si è lanciato dalla finestra. Gli agenti hanno sequestrato un coltello da cucina e uno con la lama più piccola. Il primo dovrebbe essere l'arma del delitto.
Giallo ancora sul movente: i due erano soli
Il movente dell'omicidio resta sconosciuto. Proprio perché, al momento della brutale aggressione, in casa c'erano solo Claudio e l'indagato. Sarà proprio il 32enne – quando e se sarà in condizione di parlare – a dover far luce su quei drammatici momenti. Cosa si sono detti Claudio e Gianmarco? Cosa ha innescato quella inspiegabile furia omicida? Gimmelli, al momento, è ancora in rianimazione.
La sezione antidroga, guidata dall'ispettore superiore Roberto De Fazio, collabora alle indagini. Per far luce proprio sulla pista degli stupefacenti. E capire in che misura siano determinanti in questa vicenda. Domani, alle ore 15, è fissato il conferimento dell'incarico al medico legale e, nel pomeriggio, sarà eseguita l'autopsia sul corpo di Claudio. L'esame autoptico rivelerà altri elementi sulla dinamica della morte. Poi, quando tutti gli accertamenti saranno terminati, sarà possibile disporre il funerale.
Una tragedia che ha sconvolto tutti
La comunità di Mercogliano è sconvolta per la tragedia. Sono centinaia i messaggi arrivati sulla bacheca della vittima. E sono rimbalzate ovunque le foto di Claudio e Ylenia che si baciano, appena qualche mese fa. E immaginano una vita insieme. Forse da sposati, come si augurava lei. In quell'appartamento di via Madonna de la Salette, quel sogno è stato strappato via per sempre.