di Simonetta Ieppariello
È dedicato a Raffaele Perinelli «20 anni», l’ultimo videoclip dei Morderup, duo rapper di Miano che sta eltteralmente spopolando sulla rete. E proprio nel quartiere a nord di Napoli fu assassinato Raffaele, colpito al petto da una coltellata, tragico epilogo di un litigio scaturito per futili motivi.
Sono passati quasi due mesi da quella terribile sera del 6 ottobre, quando a Miano Alfredo G. con un fendente al cuore ha trafitto ed ucciso il giovane Lello Perinelli. La morte del 21enne ha sconvolto tutta Napoli e da quel terribile giorno in via Janfolla tutto è cambiato. Alfredo Galasso ha parlato di una lite avvenuta all’esterno di una discoteca a Bagnoli qualche giorno prima. Poi ha incrociato Perinelli a Miano, da lì ne è nata una lite accesa a seguito della quale, ad averne la peggio, è stato Perinelli.
In questi due mesi non è mancata la vicinanza degli amici di Lello. Striscioni, fiaccolate, messaggi e tanti dimostrazioni d’affetto al giovane molto conosciuto e benvoluto da tutti. “Basta violenza sulle strade di Miano. Vogliamo istruzione, scuole aperte e non abbandonate. Vogliamo riscatto per i giovani di questo quartiere, che non devono più utilizzare i coltelli per futili motivi. Giovani, studiate. Non perdete tempo in strada o ad aspettare quei pochi soldi provenienti da loschi affari. Lello non si è sporcato di sangue, ma ha ricevuto la violenza. Quello che è accaduto Lello non deve accadere più” sono state queste le parole del parroco nel giorno dei funerali , il 12 ottobre, nella chiesa Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Gerardo proprio in via Ianfolla luogo teatro della tragedia.
Il brano di Moderup
“Crè stu fridd improvvis natu frat more accis, da nuj mo’ te si’ divis’ e di te ce’ rest o sorris”, inizia così il brano che Moderup ha dedicato a Lello Perinelli. Il duo trap napoletano ha voluto raccontare un ragazzo speciale e la sua storia. Una traccia di 3 minuti e 23 secondi, carica di significato e parole duramente struggenti, senza voler fare nessuna morale.
Nel brano il racconto emozionante di una Napoli difficile dove spesso si ‘cresce con una vita diversa’. Un universo chiuso nel quale i giovani conducono la propria esistenza alla continua ricerca di qualcosa che possa trasformare le loro vite. Ma per Lello il tempo si è fermato troppo presto “si è fermato o’ rolex”. Un grido di rabbia quello dei Moderup che come tutti non ha mai dimenticato Lello Perinelli.
Una vicenda che aveva turbato l’intera città, non solo la comunità di Miano. Infatti, quello di Raffaele era un vissuto particolare: figlio di Giuseppe, ucciso nella faida della Sanità nel 1999, il ragazzo era cresciuto lontano dal mondo criminale del padre. Era stato capace di costruirsi una vita normale insieme alla madre, con cui lavorava in una ditta di pulizie, ma coltivava anche un grande sogno: diventare un calciatore professionista. E c’era quasi riuscito, disputando alcuni campionati di Serie D nelle fila di squadre della provincia napoletana, ma la carriera del promettente terzino sinistro è stata stroncata per un banale litigio iniziato in discoteca e terminato tragicamente qualche giorno più tardi.