Uno dei tantissimi ex di Benevento – Perugia è Giovanni Ignoffo. L'attuale tecnico dell'under 17 del Palermo ha militato nelle due compagini da calciatore e nel Sannio ha vestito anche i panni di allenatore tra le fila del settore giovanile giallorosso. Si è espresso così in vista dell'importante incontro di sabato:
“In questa partita il Benevento ha tanto da perdere e poco da guadagnare. Seguo con interesse e affetto le sorti della Strega e ritengo che l'incontro con i grifoni sia un crocevia importante della stagione. Le recenti prestazioni non rispettano le aspettative, di conseguenza al Vigorito andrà in scena una gara giocata sul filo dei nervi. Conosco bene l'ambiente e si aspetterà sicuramente una grande partita: questo potrebbe diventare un'arma a doppio taglio nel corso dei novanta minuti”.
Secondo te cosa sta mancando a questa squadra?
“Gli elogi di inizio campionato hanno fatto alzare la testa e pensare al fatto che quando arrivano i risultati ognuno si sente autorizzato a dare di più, trascurando la collettività e il gioco di squadra. Ci possono essere delle situazioni pilotate dall'egoismo e questo stato di cose può influenzare la prestazione generale della squadra. Sono tranelli che fanno parte del gioco. Se i risultati non arrivano cominciano a crearsi dei nervosismi negli allenamenti che si sviluppano nel corso della partita, portando in tanti a pensare al proprio orticello. La forza di un gruppo deve prevalere sempre”.
Fin dove arrivano le responsabilità del tecnico?
“Come ha detto giustamente il direttore sportivo Foggia, le colpe vanno suddivise tra le varie componenti. L'allenatore ha le sue responsabilità e ne potrà venire fuori confrontandosi con la dirigenza e i calciatori, però poi le prestazioni sono una cosa e il risultato un altro. Quando c'è la prestazione si può anche non vincere, perché può capitarti l'errore dell'attaccante sottoporta o la disattenzione difensiva che complicano il risultato. Nel caso in cui non ci fosse neanche la prestazione, da allenatore mi preoccuperei perché è alla base di tutto. Occorrono collaborazione e cattiveria giusta per far emergere il collettivo”.
Cosa ne pensi del Perugia?
“Può essere una mina vagante. Ha delle buone qualità e può stare nelle zone alte della classifica. Non la vedo come principale protagonista. Sicuramente bisognerà prenderla con le molle e affrontarla con le giuste maniere, soprattutto perché il momento negativo può amplificare le difficoltà. Questo torneo ci insegna che quando pensi di vincere facile prendi le batoste, mentre in una gara complicata vengono fuori le grandi prestazioni. La B è un campionato davvero particolare: tutte possono prevalere”.
Il Palermo sembra che abbia preso il largo.
“In un campionato così difficile è importante dimostrare di stare sempre sul pezzo. C'è ancora tanto da decidere. Ritengo che i giochi si determino nei mesi di marzo e aprile, senza contare il mercato di riparazione che può cambiare le carte in tavola. E' vero il Palermo sta andando bene, ma è ancora tutto da decidere”.
Cosa ricordi dell'esperienza di Benevento?
“Da calciatore è stato un bel periodo, al di là delle difficoltà dovute ai risultati che pesano e non poco sul groppone. Da allenatore non posso che essere soddisfatto, soprattutto perché la società mi ha dato la possibilità di poter avviare questa nuova carriera. A Benevento ho trovato delle amicizie sincere e leali. Le mie figlie ci hanno vissuto quattro anni e sono sempre state bene”.
E di Perugia?
“E' stata l'apice della mia carriera da calciatore. La serie A, la Coppa Uefa e la vittoria dell'Intertoto rappresentano ricordi indimenticabili e molto belli”.
A Benevento hai allenato i vari Brignola, Volpicelli,Sparandeo e FIlogamo. Il primo è in serie A, mentre gli altri tre militano in giallorosso tra i cadetti. Cosa ne pensi?
“Il loro percorso a Benevento gli ha dato l'opportunità di lavorare con tecnici qualificati. E' giusto che si prendano le soddisfazioni per un lavoro svolto duramente, dove al centro c'erano loro e non noi allenatori. Meritano di vivere queste esperienze”.
Ivan Calabrese