Avellino

Piano antismog esteso ai comuni dell'hinterland: la riunione nel comune di Avellino è stata un flop. Ed era prevedibile. Il sindaco di Mercogliano ha snobbato l'invito di Ciampi. Gli altri hanno fatto spallucce: niente blocco auto da noi, neppure targhe alterne, al massimo controlli sulle caldaie e sugli abbruciamenti agricoli. Il famoso protocollo è rimasto sullo sfondo. La conclusione evidente è una sola: il problema inquinamento riguarda il capoluogo e lo risolvesse il capoluogo. Stop.

Non poteva andare altrimenti. Anche per un motivo: il sindaco ha già adottato un provvedimento, poi l'ha modificato, senza avere un confronto con i sindaci del protocollo. Chiedere ora è un po' un controsenso. Oltretutto, Atripalda & company, non hanno una situazione di emergenza, non si sono neppure avvicinati al limite dei 35 sforamenti annuali. E potremmo capire la zona di Torrette, ma a cosa servirebbe bloccare le auto nel centro di Montefredane? Come andreste a spiegarlo ai cittadini della Valle del Sabato, da decenni in lotta contro l'inquinamento prodotto da Pianodardine (senza dimenticare l'amianto dell'Isochimica)?

E allora? Niente, si va avanti. Con l'ultima ordinanza. Sulla quale l'assessore Mingarelli ha annunciato «altri chiarimenti».

Gli amministratori avellinesi hanno spiegato che sulla questione serve prevenzione e programmazione. E quindi: adottare provvedimenti prima di avvicinarsi al limite oltre il quale si rischia non solo la denuncia penale (per il sindaco), ma anche di causare problemi alla salute dei cittadini. E poi, avviare un piano della mobilità nel centro urbano avellinese, con parcheggi esterni e navette.

Nel frattempo la polizia municipale ha iniziato oggi, nei giorni scorsi i dubbi sull'ordinanza hanno consigliato ai caschi bianchi di chiudere entrambi gli occhi, a controllare in modo più severo e fermare automobilisti in circolazione con la targa sbagliata.