Presentato questa mattina al Comune un ciclo di incontri (19, 26 e 29 maggio) dal titolo “La Dogana che vorrei”. L’iniziativa voluta dal sindaco Paolo Foti e dall’assessore ai Lavori Pubblici Costantino Preziosi mira ad avviare un confronto per acquisire una serie di elementi utili alla realizzazione di un progetto complessivo. Per l’amministrazione, infatti, cittadini, associazioni e portatori di interesse potranno dare un importante contributo alla realizzazione del contenitore e del suo contenuto.
Intanto, però, sono già piovute le prime critiche: nessun invito specifico al Comitato “Salviamo la Dogana”, i cui esponenti non compaiono tra i relatori, nonostante sia stato l’unico soggetto civico che ha portato avanti il discorso sul monumento dal 2008; e soprattutto la concomitanza dell’iniziativa con le elezioni regionali.
«Non è propaganda politica - ha replicato Preziosi rispondendo agli attacchi ricevuto - il mio obiettivo è sempre quello di lavorare per il bene della città. Come ha detto il sindaco io sono assessore della maggioranza e della minoranza. Questa accusa mi mortifica, sono due mesi che sto lavorando su questo progetto. Prima di fare l’assessore non mi sono mai interessato di politica. Perché invece non ci si chiede se prima d’ora altri assessori hanno chiamato a raccolta i cittadini per decidere insieme su un monumento storico di Avellino? Del resto, lo stesso ho fatto con l’ex Gil acquisendo idee e proposte».
E sull’accusa di aver escluso il Comitato ha detto: «Non abbiamo escluso proprio nessuno. Il primo giorno ci sarà uno storico, per il secondo appuntamento i commercianti e l’assessore alle Attività Produttive Iandiorio, e nell’ultimo l’assessore all’Urbanistica Giordano, i tecnici e Pasquale Matarazzo che pure ha fatto delle proposte interessanti. Per il resto l’iniziativa è aperta a tutta la città e, quindi, anche alle associazioni».
Nel frattempo, sta per scadere la richiesta di acquisizione del bene a pubblica utilità (la domanda e il progetto giacciono al Ministero) e ancora non c’è stato né il dissequestro né l’azione di esproprio da parte del Comune. «Adesso - ha continuato l’assessore - si parte con un piede diverso. Questi incontri vogliono essere l’atto finale per creare un progetto concreto per la Dogana: sia per il contenitore che per il suo contenuto. Non vogliamo realizzare le solite strutture vuote. Il progetto esistente era costituito da quattro mura chiuse da un tetto. Noi non vogliamo questo. Lo scopo di questi tre giorni di confronto con cittadini, associazioni e ordini professionali è creare una sinergia per far rinascere uno dei simboli della città. Allo stesso tempo vogliamo dimostrare alla Procura che l’amministrazione comunale ha un interesse reale su questo edificio. Naturalmente, la spesa per la riqualificazione dipenderà dal tipo di opera. Ma per il finanziamento dei lavori non ci sono problemi: procederemo o con i fondi Piu Europa o accendendo un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti».
Alessandro Calabrese