Benevento

(f.f.) - Da Santa Clementina parte l'arrocco sul destino di Ponte Leproso. Nel mirino del Comitato di quartiere l'indifferenza delle istituzioni di fronte al nuovo rischio esondazione che si è creato in seguito al maltempo di una settimana.

“L'accumulo di detriti e grossi tronchi d'albero sotto la seconda e la terza arcata sono un rischio che va eliminato al più presto”, spiega Claudio Rocco, presidente del Comitato di quartiere Santa Clementina.

“Noi abbiamo spedito mail e anche Pec, chiamato diversi enti ma nessuno ci ha risposto. L'ultimo appello lo rivolgiamo al presidente della Provincia Antonio Di Maria, deve assolutamente intervenire a ripristinare le condizioni di sicurezza, ripulire l'alveo, rimuovere fango, detriti e tronchi d'albero perché noi non vogliamo dover rivivere scene viste nel 2015. Di Maria dovrà ascoltarci altrimenti siamo determinati a rivolgerci direttamente al Prefetto”, spiega il presidente Rocco che anticipa l'organizzazione di un presidio permanente al quale collaboreranno tutti gli iscritti al Comitato di quartiere Santa Clementina.

“Ci rispondono sempre che non ci sono soldi, che si devono fare i progetti ma la verità è che la politica non riesce più a tenere il passo con le esigenze del territorio. Ci sono leggi che impongono di intervenire di fronte al rischio, lo hanno ribadito gli ultimi due ministri dell'Ambiente che gli alvei dei fiumi vanno ripuliti, anche con interventi straordinari. Peccato che dalle parole nessuno passa più ai fatti”.

Poi il presidente del Comitato di quartiere Santa Clementina mette il carico da undici sul tavolo: “Bisogna smetterla di amministrare la città come se ci fossero cittadini di serie a o di serie b. Non è possibile che nel 2018 ci siano ancora famiglie non allacciate alla rete idrica (via Latina – 20 nuclei familiari ai quali Gesesa nega i collettamenti perché ritenuti costosi) o alla rete del gas (via San Pietro al Foro – 30 nuclei familiari coinvolti), per non parlare delle trattative con Telecom che nega l'adsl o la fibra a tutta Santa Clementina perché per allacciarci alla centralina dovrebbe investire 180mila euro. I nostri figli devono vivere ancora nel medioevo”.