di Siep

Un covo, un nascondiglio sicuro e dotato di ogni comodità. Una casa in cui c'erano una doccia solare, una sauna e anche un tapis roulant. Ogni confort nell'appartamento di Mugnano, dove stamattina è stato arrestato Antonio Orlando, 60enne, ritenuto il reggente del clan camorristico degli «Orlando-Nuvoletta-Polverino» uno dei 15 latitanti più pericolosi di Italia.

E c'era anche altro, quello che lui, prima dell'arrivo dei carabinieri, ha provato a distruggere a dare alle fiamme. Vale a dire documentazione epistolare, forse anche pizzini e documenti d'identità. Nella casa di una palazzina di tre piani, infatti, Orlando ha provato a distruggere una carta d'identità con la sua foto ma con un altro nome, oltre ad codice fiscale e ad una tessera universitaria.

E’ stato accerchiato da decine di militari nel covo Antonio Orlando, alias "Mazzolino", l’ultimo latitante del Clan di Quarto, numero uno dell'omonima cosca criminale, da alcuni egemone nei comuni di Marano, Calvizzano e Quarto, si è arreso senza opporre resistenza alzando le braccia in segno di resa. Cresciuto criminalmente con il clan Nuvoletta, era ricercato dal lontano 2003 .

«Anche per lui, la pacchia è finita». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta la cattura del boss della camorra . «Grazie alle forze dell'ordine e agli investigatori. Ci fanno cominciare bene la giornata e ci fanno essere ancora più orgogliosi di loro», sottolinea il titolare del Viminale.

“Un arresto che rida speranza a nostri territori commenta Antonio Sabino sindaco di Quarto. “A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza ringrazio le forze dell’ordine, e in particolare i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, per la brillante operazione di stanotte, che ha portato all’arresto di Antonio Orlando. Il boss inserito dal Ministro dell’Interno nella lista dei 15 latitanti più pericolosi di Italia. L’influenza criminale del clan “Orlando – Polverino – Nuvoletta” si è estesa per anni anche sul territorio di Quarto. Arresti come questo danno speranza alle migliaia di cittadini onesti e perbene, che rispettano la legge e pensano che il riscatto di un territorio possa avvenire innanzitutto dal ripristino della legalità”.