di AnFan
Con la morte del 32enne Gianmarco Gimmelli viene meno la possibilità di conoscere, almeno dalla sua voce, la verità sulla tragedia di via Madonna delle Salette. E sui misteri che avvolgono il brutale omicidio di Claudio Zaccaria e il ferimento della sua fidanzata, Ylenia. Il 25enne di Mercogliano è stato ammazzato giovedì 15 novembre con dieci coltellate che sarebbero state sferrate proprio da Gimmelli. La consulenza depositata dal medico legale, Lamberto Pianese, rivela che Gianmarco non è stato ferito dalla vittima. Claudio, insomma, ha solo provato a difendersi.
Ma cosa ha innescato quella furia omicida? Chi ha venduto il crack ritrovato in casa dell'indagato? Che ruolo ha giocato la droga nella tragedia di via Madonna delle Salette? E' stato davvero un debito ha scatenare tante violenza? Domande che resteranno senza risposta. Ylenia non può saperlo: ha raccontato di essere uscita a comprare le sigarette giovedì mattina; al rientro ha trovato Claudio immerso in una pozza di sangue prima di essere colpita con tre fendenti alla gola. La 18enne, attraverso il suo avvocato Rosaria Vietri, ha chiesto di essere ascoltata dagli inquirenti. Cosa ha da aggiungere a quella versione? Conosce elementi che potrebbero risultare decisivi per le indagini?
Per ora, però, il mistero resta. Perché Gianmarco e Claudio hanno iniziato a litigare? Cosa ha rotto quella tranquillità che ha preceduto il brutale omicidio? Gli investigatori – infatti – ritengono che Claudio e Ylenia siano arrivati da Gimmelli intorno alle 2.30 di mercoledì 14 novembre. E' stata davvero una notte di eccessi, culminata con l'acquisto di altri alcolici all'alba di giovedì, a precedere l'omicidio?
A questa domanda potranno – in parte - rispondere gli esami tossicologici. Ma nessuna consulenza potrà determinare il movente. E chiarire cosa avrebbe trasformato un ragazzo, che non aveva mai manifestato un indole violenta, in un assassino. E cosa sia accaduto in quei momenti che hanno preceduto il delitto.