di Marco Festa
Da presidente a tifoso qualunque, con l'unica costante dell'abituale posto, nel primo anello della Tribuna Terminio, a pochi passi dalle reti divisorie dal settore ospiti, da cui seguiva gli allenamenti del “suo” Avellino. Quel gradino lo ha occupato anche oggi, nelle vesti di spettatore d'eccezione dell'allenamento pomeridiano sostenuto dal Calcio Avellino: Walter Taccone è tornato così, a sorpresa, al “Partenio-Lombardi”. Cappotto, cappello, occhiali da sole e sciarpa per ripararsi dal freddo: un abbigliamento che lo ha favorito, al pari della porzione del settore scelta, per farlo passare del tutto inosservato. O quasi. “È l'occasione per un saluto e manifestare il mio sostegno a questi ragazzi” ha commentato il presidente dell'Uesse, estromessa in estate dal campionato di Serie B per le ormai note irregolarità relative alla fideiussione a corredo della domanda di iscrizione.
Taccone ha preferito non rilasciare dichiarazioni, prima di entrare sul rettangolo di gioco grazie all'aiuto del suo ex team manager, Christian Vecchia, che gli ha aperto un cancello. Ad accoglierlo c'era, con il direttore sportivo Carlo Musa, un altro presidente. Quello della SSD, Claudio Mauriello: stretta di mano tra i due, a “ufficializzare” che i rapporti tra vecchia e nuova società sono tornati cordiali e addirittura migliorati dopo il passo indietro dell'ex numero uno del club irpino sulla convenzione per l'utilizzo in esclusiva dello stadio cittadino. Poi, messaggio ribadito a precedere i saluti: “Porta la mia parola di incoraggiamento allo spogliatoio”. La presenza di Taccone non è stata dovuta, però, unicamente questioni a nostalgiche: doveva, infatti, portare via dal magazzino del materiale medico e tecnico di sua proprietà, tra cui alcuni palloni, caricati sull'auto con cui ha lasciato l'impianto di contrada Zoccolari.