Napoli

 

“Con un disavanzo record di circa 3 miliardi, come accertato dalla Corte dei Conti, e una capacità di riscossione delle entrate assolutamente irrisoria, questa amministrazione ha perso ogni credibilità per suggerire nuove ricette”.

Lo dichiara il consigliere del Comune di Napoli, Domenico Palmieri, presidente della commissione Trasparenza, intervenendo in Aula, dove sono in discussione la manovra 2018-2020 e il nuovo piano di rientro dal debito. “Bastano poche cifre per inquadrare il problema: la vendita del patrimonio immobiliare, prevista nel 2018, doveva portare nelle case comunali oltre 130 milioni. E ne sono entrati solo 4. La riscossione delle contravvenzioni doveva far incassare 103 milioni e ne abbiamo contati appena una ventina. Dulcis in fundo, c’era il recupero dell’evasione tributaria (Imu, Tari e Cosap): dei 67 milioni attesi, 64 si sono persi per strada”, aggiunge Palmieri.

“La drammatica situazione finanziaria in cui versa il Comune, insomma, non è frutto del caso, ma di una precisa volontà politica che ha deciso di non affrontare i nodi strutturali della gestione amministrativa e finanziaria di una grande città, lasciata negli ultimi otto anni senza una guida autorevole e una strategia di sviluppo credibile. 

Quelle spacciate dalla giunta come misure di risanamento, come ha evidenziato la sezione regionale della Corte dei Conti, si sono rivelate assolutamente inidonee allo scopo. E che la sentenza delle Sezioni riunite abbiano sbloccato la spesa non obbligatoria dell’Ente, è una vittoria di Pirro perché solo gli ingenui possono leggere nel provvedimento un’attestazione di regolarità dei conti. Tant’è che tutto è rimandato alla valutazione della Corte Costituzionale e al controllo dei magistrati contabili campani sul prossimo rendiconto. Intanto, purtroppo, le gravi criticità rilevate dalla Sezione regionalerestano ancora tutte pendenti”.