Ariano Irpino

Solenne celebrazione oggi in ricordo della prima apparizione di Fatima.

Alle 18.30 nel Santuario Mariano di Piano di Zona, dedicato alla Vergine dei miracoli, arriva il Vescovo Giovanni D'Alise, fino ad oggi ultimo pastore della storia ecclesiastica arianese, in attesa di una nuova nomina che purtroppo ancora non avviene.

Giovanni Orsogna: "Fervono i preparativi di accoglienza per Mons. Giovanni D'Alise, beneamato vescovo di Caserta, che resta sempre nel cuore degli arianesi e dei devoti di Madonna di Fatima, per la sollecitudine e paternità dimostrata in tante occasioni alla nostra città, diocesi ed in particolare al Santuario Madonna di Fatima. Affidiamo il servizio pastorale di Mons. D' Alise, il nostro carissimo Don Giannino, a Maria Santissima ma che vegli sempre, accompagni la chiesa sorella di Caserta nel cammino di fede e di rinnovamento.
Auguri di gioia, pace consolazione e benessere alla città e diocesi di Caserta."

Era la domenica 13 maggio 1917; i tre cuginetti dopo aver assistito alla Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Fatima, tornarono ad Aljustrel per prepararsi a condurre al pascolo le loro pecore. Il tempo primaverile era splendido e quindi decisero di andare questa volta fino alla Cova da Iria, una grande radura a forma di anfiteatro, delimitata verso nord da una piccola altura. Mentre allegri giocavano, nel cielo apparve un bagliore come lampi di fulmini, per cui preoccupati per un possibile temporale in arrivo, decisero di ridiscendere la collina per portare il gregge al riparo.A metà strada dal pendio, vicino ad un leccio, la luce sfolgorò ancora e pochi passi più avanti videro una bella Signora vestita di bianco ritta sopra il leccio, era tutta luminosa, emanante una luce sfolgorante; si trovavano a poco più di un metro e i tre ragazzi rimasero stupiti a contemplarla; mentre per la prima volta la dolce Signora parlò rassicurandoli: “Non abbiate paura, non vi farò del male”. Il suo vestito fatto di luce e bianco come la neve, aveva per cintura un cordone d’oro; un velo merlettato d’oro le copriva il capo e le spalle, scendendo fino ai piedi come un vestito; dalle sue dita portate sul petto in un atteggiamento di preghiera, penzolava il Rosario luccicante con una croce d’argento, sui piedi erano poggiate due rose.

Gianni Vigoroso