di Enzo Spiezia
Non c'è stato alcun danno erariale. La Procura l'aveva fissato in 8milioni e 300mila euro, ma la Corte dei conti ne ha ritenuto l'insussistenza ed ha 'assolto' Antonio Muraglia, 64 anni, di Benevento, socio e legale rappresentante della ‘Italprint’, il notaio Vito Antonio Sangiuolo, 66 anni, anch'egli della città, indicato come socio occulto e titolare di fatto della 'Italprint', e la stessa società, nei confronti dei quali era stata avanzata la pretesa risarcitoria.
Accolte dai giudici contabili, dunque, le conclusioni degli avvocati Andrea e Matteo De Longis junior, Felice Laudadio e Roberto De Masi. Epilogo di primo grado di una vicenda relativa all'industria grafica, cartotecnica e flessografica - la più grande del 'Patto territoriale Valle del Sabato'- che era stata distrutta da un incendio il 29 giugno del 2008.
Un rogo che aveva avuto enormi conseguenze, finito al centro di un'attività investigativa sfociata nel rinvio a giudizio di Muraglia e Sangiuolo, lo scorso anno condannati in primo grado dal giudice Marilisa Rinaldi. Truffa ai danni di un'assicurazione (addebito dichiarato prescritto) e incendio doloso le accuse contestate,
Nel dicembre del 2014 l'inchiesta era stata costellata da un provvedimento cautelare della Corte dei conti eseguito dalla guardia di finanza a carico di Muraglia e Sangiuolo: il sequestro conservativo di beni immobili e conti correnti fino alla concorrenza della somma di 8 milioni e 300mila euro. L'importo delle due tranche, erogate nel 2005, di un contributo a fondo perduto di di 9 milioni e 300mila euro di cui l'azienda avrebbe beneficiato su un investimento complessivo di 13 milioni e 600mila euro. Una misura patrimoniale adottata a garanzia di un presunto danno erariale al centro di un giudizio che si è ora concluso con la decisione della Corte di respingere la richiesta della Procura.