di Fulvio Varaldo
L’inferno di ieri sera sul raccordo autostradale che collega Avellino con Salerno è passato come una cosa normale. Cinque ore e mezzo per fare otto chilometri, l’intervallo tra l’uscita di Lancusi con Salerno, normalmente percorribile in non più di sei, sette minuti, sono finite in cavalleria, come nulla fosse accaduto. Trenta chilometri di coda, nemmeno in pieno agosto. Non una pattuglia della polizia stradale. Non una paletta che si alzasse per dire: è successo questo, ora si proseguirà in questo modo. Niente. La pazienza degli automobilisti, gli stessi che furbi autovelox, proprio lungo quella tratta, tentano quotidianamente di depredare, è stata stoica: non un salto di corsia, non un clacson che si è levato per protesta. E le tre ambulanze, che nelle lunghe ore di coda hanno infilato il traffico per raggiungere le persone in difficoltà, hanno avuto la massima collaborazione. La civiltà del sud che non finisce mai per fare notizia ù, come passa per normale un blocco di ore per un incidente, gestito male. Anzi malissimo.
Cosa era successo?
Un camion si era ribaltato causando il blocco totale della circolazione per diverse ore. L'incidente, avvenuto lungo la carreggiata Sud, nel tratto compreso tra Baronissi e Salerno. Coinvolti due autoarticolati. Tra l’altro, uno dei due, appartenente a un circo, aveva a bordo tigri.
Nessun ferito tra persone all'interno dei mezzi pesanti o tra gli animali trasportati.
Gli agenti della polizia stradale di Eboli (allora c’erano?) sono stati al lavoro per ricostruire la dinamica di quanto accaduto, mentre i vigili del fuoco, insieme a personale Anas, hanno impiegato diverse ore per liberare la carreggiata. Sperando che almeno le tigri stiano bene.