Napoli

Caso Consip: chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone. Tra queste l'ex ministro allo Sport e braccio destro di Renzi, Luca Lotti, l'ex Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, il comandante della Legione Toscana dei Carabinieri Emanuele Saltamacchia e l'ex carabiniere del Noe e oggi assessore alla Sicurezza del Comune di Castellammare di Stabia, Gianapoaolo Scafarto. Quest'ultimo è accusato di aver truccato e depistato l'inchiesta per “incastrare” Tiziano Renzi, padre dell'ex premier.


L'inchiesta sulla Centrale unica di acquisti per la Pubblica amministrazione nacque nel 2016 da un'indagine della procura antimafia di Napoli, con delega ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico: al centro, i presunti legami con la camorra di alcuni dipendenti dell'impresa legata ad Alfredo Romeo impiegati nell'ospedale partenopeo Cardarelli. Dagli accertamenti emerge la gara d'appalto, suddivisa in 18 lotti e bandita nel 2014, del valore di 2,7 miliardi di euro, la Facility Management (FM4), che si occupa della fornitura di servizi (come pulizia e manutenzione) per gli uffici della Pubblica amministrazione. Nella capitale maturano piu' filoni di indagine che coinvolgono alti ufficiali dell'Arma dei carabinieri, magistrati, giornalisti, esponenti politici, nonche' Tiziano Renzi, padre dell'allora premier Matteo Renzi. -

 

Nel dicembre 2016 “Il Fatto Quotidiano” interviene sulla vicenda parlando dell'iscrizione sul registro degli indagati del generale, Tullio Del Sette, per rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento per aver detto all'allora presidente Consip, Luigi Ferrara, che c'era un'indagine in corso riguardante l'imprenditore Alfredo Romeo e averlo invitato a non parlare troppo al telefono. Analogamente e' anche l'ad dell'epoca Luigi Marroni a rivelare agli inquirenti di aver saputo di indagini in atto dal generale, Emanuele Saltalamacchia, e dal ministro dello Sport, Luca Lotti.

Nel marzo 2017 venne arrestato Romeo per corruzione in concorso con l'ex funzionario Consip, Marco Gasparri, finito ai domiciliari e poi liberato il 16 agosto dal Tribunale del riesame. In tre anni, secondo l'accusa, Gasparri avrebbe ricevuto da Rome 100mila euro in contanti in cambio di consigli sulla presentazione delle offerte per l'aggiudicazione di alcuni lotti dell'appalto Fm4. Processo, quello a carico di Romeo, che è ancora in corso, mentre Gasparri ha patteggiato un anno e 8 mesi di reclusione.
Sempre nel marzo 2017 il padre dell'ex premier Renzi, Tiziano, viene interrogato a Roma, in procura, poiché indagato per concorso in traffico di influenze illecite assieme all'ex parlamentare Italo Bocchino, consigliere di Alfredo Romeo. Indagato anche un amico di Tiziano Renzi: Carlo Russo.

Il 4 marzo 2017 la Procura di Roma revoca per “ ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto istruttorio” le indagini al Noe, affidandole al Nucleo Investigativo di Roma.

A giugno Scafarto, capitano del Noe, viene indagato: avrebbe alterato il contenuto di una informativa consegnata ai pm per incastrare il padre del premier.

 

Il 27 giugno vengono indagati il pm di Napoli Woodcock e la giornalista Rai Federica Sciarelli per violazione del segreto d'ufficio: secondo i magistrati romani lei avrebbe fatto da tramite tra il magistrato e un giornalista del 'Fatto Quotidiano' per la pubblicazione di una serie di notizie coperte da segreto nel dicembre scorso, nel periodo cioe' in cui l'indagine era passata per competenza da Napoli e Roma.
Poi saranno entrambi archiviati a gennaio 2018: non erano stati loro a favorire la pubblicazione delle notizie sul “Fatto Quotidiano”.

 

A dicembre poi la Procura chiude l'inchiesta, passo che anticipa di solito la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di 21 persone, in rappresentanza di undici societa', per il reato di turbativa d'asta a conclusione degli accertamenti sulla gara Fm4. Le indagini svelano l'esistenza di un sistema sistematico di accordi preventivi di aziende finalizzato alla spartizione dei lotti in gara. Tra i 21, ci sono Alfredo Romeo della Romeo Gestioni spa ed Ezio Bigotti, presidente del cda della Sti e poi presidente di Exitone spa. Altre sei persone, tra dirigenti e responsabili legali di tre cooperative (Cns, Manutencoop Facility Management spa e Roma Multiservizi spa), rischiano il processo per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta della Procura su una gara Consip, chiamata 'Scuole Belle', bandita verso la fine del 2012, da oltre un miliardo e 600 milioni di euro, per l'affidamento del servizio di pulizie nelle scuole italiane.
E sempre a dicembre 2017 Per depistaggio finiscono sotto inchiesta Gianpaolo Scafarto (nel frattempo diventato maggiore) e il suo superiore, il colonnello Alessandro Sessa.

 


Si arriva poi all'ottobre 2018 con la Procura che chiude l'inchiesta nei confronti di Lotti, Saltalamacchia, Del Sette per la fuga di notizie su Consip, nei riguardi di Scafarto e Sessa e poi Filippo Vannoni (presidente di Publiacqua per favoreggiamento) e l'imprenditore Carlo Russo (per millantato credito). Chiesta l'archiviazione per Tiziano Renzi, ritenuto comunque poco credibile nella ricostruzione della vicenda, e Italo Bocchino. Fino ad arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio di oggi per 7 persone.