Due consulenti del sostituto procuratore Francesca Saccone – i dottori Umberto De Gennaro ed Osvaldo Micera, incaricati dell'autopsia -, uno – il dottore Pasquale Mancuso – indicato dai familiari della vittima, rappresentati dall'avvocato Mario Cusano; e sei - i dottori Fernando Panarese, Michele Selvaggio, Vincenzo Migliorelli, Giovanni Liviero, Noemi Razzano e Aurelio Tavone - nominati da alcuni dei tredici medici indagati, difesi dagli avvocati Antonio Di Santo, Marcello D'Auria, Luigi Giuliano, Rino Caputo, Tommaso Bochicchio, Paolo Vinci, Vittorio Gelfi e, d'ufficio, Massimiliano Ricciardi.
Queste le scelte formalizzate questa mattina dinanzi al Pm titolare dell'indagine della Squadra mobile sulla morte di F. F., 72 anni, di Napoli, avvenuta lo scorso 20 novembre al Rummo. Secondo una prima ricostruzione, dopo essersi sottoposto alla fine di settembre, presso il San Raffaele di Milano, ad un intervento per un aneurisma addominale, il paziente era stato trasferito alla clinica Maugeri di Telese Terme, per la terapia di riabilitazione.
La degenza sarebbe però durata poco: le sue condizioni sarebbero infatti peggiorate, a quanto pare per problemi legati alla ferita, al punto da essere trasportato al Rummo, dove il suo cuore aveva smesso di battere per sempre dopo una dozzina di giorni. La denuncia dei congiunti dell'uomo ha innescato l'inchiesta nella quale sono stati chiamati in causa, in questa fase, tredici sanitari che operano nelle tre strutture nelle quali il 72enne è stato ricoverato.
L'esame autoptico dovrà stabilire la causa del decesso e se le condotte dei medici siano state corrette. Novanta i giorni a disposizione dei due specialisti della Procura per depositare le loro conclusioni.