La matematica non è un'opinione. E neppure i numeri di Arkadiusz Milik. L'attaccante polacco ha reagito alla pioggia di critiche per il gol qualificazione, fallito ad Anfield, a due passi da Allison, con la punizione magistrale con cui gli azzurri hanno affondato il Cagliari alla Sardegna Arena. Un sigillo d'autore, che aggiorna il suo personale rapporto tra minuti giocati e reti realizzate: da autentico killer dell'area di rigore. Nella prima stagione all'ombra del Vesuvio, 5 volte a bersaglio in campionato in 551 minuti complessivi trascorsi in campo: ovvero, un gol ogni 110 minuti. Score addirittura migliore in Champions League: 199 minuti, 3 centri. Il ritmo? Uno ogni 66 minuti. Nello scorso campionato, 438 minuti e altre 5 reti: un gol ogni 87 minuti in campionato e uno nell'unica partita giocata in Champions. E si arriva, così, alla stretta attualità. Nella stagione in corso, l'ariete è già a quota 8 reti in campionato negli 818 minuti disputati grazie alla fiducia in lui riposta, fin dal ritiro di Dimaro, da Ancelotti: un gol ogni 102 minuti.
Meglio di Piantek, Icardi, Immobile e perfino Cristiano Ronaldo. Una media da urlo. E, dato che, volendo scomodare Totò, “è la somma che fa il totale” aggregando tutte le cifre sopra citati viene fuori che in Serie A, in 1807 minuti giocati, con 18 gol realizzate, Arkadiusz gonfia la rete ogni 100 minuti. Insomma, una volta a partita, recupero compreso. Altro che flop, più forte degli infortuni e delle invettive: Milik si è ripreso il Napoli.