Tantissimi volontari, molti giovani e operatori del servizio mensa tutti insieme a lavoro oggi per aiutare gli ultimi, per garantire il pranzo di Natale ai più bisognosi. Entrare questa mattina nella Cittadella della solidarietà di via San Pasquale ha un sapore diverso, più dolce anche se dal retrogusto amaro. Perché l'entusiasmo e il sorriso con cui si lavora in cucina oggi non potrà certo annullare sofferenze e difficoltà di chi trascorre tutto il resto dell'anno al freddo e in povertà. Non lo potrà annullare, ma per un giorno potrà sicuramente alleviarne il peso. Perché domani a pranzo, nella mensa Caritas, ci sarà spazio solo per i sorrisi. Con l'arrivo dell'arcivescovo, monsignor Felice Accrocca prenderà il via il tradizionale pranzo natalizio tra pasti 'gourmet', dolci e tutto quanto previsto dalla tradizione.
“L'arcivescovo – ricorda il direttore della Caritas di Benevento, don Nicola De Blasio - che come sempre domani sarà con noi, nel suo messaggio di Natale ha chiesto di aprire le nostre case e i nostri cuori ai più bisognosi. E noi stiamo preparando con la nostra equipe, rafforzata dai ragazzi che sono qui in pena alternativa e dai ragazzi dei nostri centri di accoglienza, per far sentire a tutti coloro che verranno il calore della famiglia perché è questo il vero senso del Natale”.
Sarà un 25 dicembre speciale all'insegna della solidarietà e della fratellanza. “Gli ospiti della Casa circondariale – spiega don Nicola - hanno rinunciato al vettovagliamento per donarlo alla Caritas. Hanno fatto questo grande dono d'amore per chi è meno fortunato di loro”.
Ma sono numerosi i giovani della città che si sono offerti volontari per aiutare gli operatori Caritas per questa giornata. “Sono veramente tanti al punto che spesso dobbiamo dire di no perché sarebbero troppi”.
Numeri che mostrano la fotografia di una città dal grande cuore. Ma altrettanto significativi e meno lusinghieri i numeri di chi domani dovrà recarsi in Caritas per poter consumare il pranzo di Natale: “Sono circa 60 le persone che resteranno con noi in mensa a mangiare – rileva il direttore della Caritas - ma più di 150 persone prenderanno il pasto da consumare a casa insieme alla famiglia, perché può sembrare strano ma una spesa alimentare per una famiglia incide tantissimo. In questo modo liberiamo della risorse affinché possano pagare una bolletta o fare altre spese. Anche questo è un esempio di economia circolare”. Un bell'esempio, un impegno significativo che si ripeterà anche il 1 gennaio quando tutta la macchina organizzativa Caritas tornerà a lavoro per garantire anche il Cenone di Capodanno a tutti.