Un Centro oncologico di riferimento polispecialistico. “Corp” l’acronimo della sanità che si adegua al fabbisogno dei malati, garantendo un centro di riferimento di eccellenza e, soprattutto efficace.
Il principale obiettivo della rete che nasce al Moscati è quello di arginare la fuga dei pazienti oncologici fuori dalla regione. Il Corp nasce per dare una risposta adeguata ai bisogni dei pazienti in tutto il percorso diagnostico terapeutico, per arginare i viaggi della speranza, prendendo in carico ogni paziente dal giorno della diagnosi.
Gridelli, l'alta specialità
Il dipartimento di Oncoematologia e dell’Unità operativa di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliera «San Giusppe Moscati» di Avellino diventa polifunzionale e polispecialistico, per cura e diagnosi delle patologie di riferimento. Sotto la direzione dell’oncologo di fama internazionale, Cesare Gridelli, un’equipe multidisciplinare di esperti sarà presto al lavoro per realizzare una rete di assistenza diffusa. Un progetto salutato con il plauso di assistiti e cittadini, medici e vertici della sanità campana che sarà garantito grazie al supporto di più reparti in fase sia di diagnosi sia di cura del paziente.
I Corp in Campania
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Avellino e Solofra, Angelo Percopo, illustrerà a gennaio il progetto "Corp”, una iniziativa estesa alla Campania tutta grazie alla quale: Un’equipe multidisciplinare con il concorso di più reparti per la diagnosi e la cura del paziente, per completare a Rete oncologica. Ma non solo. L’approvazione del nuovo Piano ospedaliero porterà al "Moscati" gli operatori che mancano da un decennio.
Chi affronta un percorso di diagnosi e cura, troppo spesso, si trova di fronte disagi in un percorso tanto difficile, quanto variegato. Non sarà più così grazie all’intera struttura che, seguendo il Corp, lo indirizzerà, sia nella fase di diagnosi sia in quella di cura. Il medico avrà a sua disposizione un gruppo multidisciplinare, che garantirà dei servizi in maniera organica. Buone pratiche di sanità. La notizia è apparsa sul Burc della Regione cinque giorni fa.
Il tumore, il percorso di cura
Una notizia che rinfranca chi soffre e affronta ogni giorno il suo personale percorso da malato, in una provincia in cui, secondo i dati, ci si ammala e si muore meno che altrove di cancro. Una provincia in cui proprio il Moscati garantisce a tanti di non dover affrontare lunghi viaggi per le cure, potendo contare su specialisti di alto livello, reparti efficienti e funzionali, che grazie al Corp diventeranno ancora più integrati e utili.
Il registro tumori
Stando ai dati del Registro tumori tra il 2010 e il 2012 il 59 per cento degli uomini ammalati di cancro ha scelto una struttura irpina.
Dato che conferma l’alta specialità del Moscati e anche di altre realtà sanitarie sul territorio, pubbliche o private accreditata. Scorrendo i dati si scopre che il 25 per cento è andato in un’altra provincia della regione e solo il 16 per cento fuori dalla regione. I dati del registro vennero presentati anche ad Avellino lo scorso ottobre, offrendo uno spaccato complessivo di percentuali e tipologie sull’incidenza del cancro.
I tumori, l'incidenza
Tra le donne la percentuale di chi resta sale al 62 per cento, con il 23 per cento che va in un’altra provincia campana e il 15 per cento fuori regione.
Numeri confortanti, che pongono la provincia irpina al di sotto della media regionale, anche se le cifre elaborate risalgono, come sopra precisato, al triennio 2010-2012.
Ma il lavoro sta già proseguendo per il 2013, sono 41.769 i casi registrati sulla base delle Schede di Dimissione Ospedaliera oncologiche; 14.691 i referti degli esami di anatomia patologica (AP) e 3.362 i decessi. Le forme tumorali più diffuse e che provocano il maggior numero di decessi in Irpinia sono quello al polmone per gli uomini e quello alla mammella per le donne. Indipendentemente dal genere, la seconda neoplasia più diffusa e nefasta è il cancro al colon retto.
Le assunzioni
Altre buone nuove per il «Moscati» arrivano da Roma con il via libera definitivo del Governo al Piano ospedaliero regionale: l’Azienda conferma dunque il Dea di secondo livello e potenzia la chirurgia all’ospedale di Solofra (che gestisce dal primo ottobre scorso dopo il passaggio di consegne con l’Asl) che da 4 posti letto passa a 10.
Nel Piano, confermati i criteri del decreto regionale 29, lo stesso che sancisce l’annessione del «Landolfi» al «Moscati», per complessivi 628 posti. Precedentemente, le strutture contavano rispettivamente 104 e 572 letti, dall’unione emerge una differenza di 48 unità che però è il risultato dell’accorpamento di alcuni reparti: il «Moscati», insomma, con gli Ospedali riuniti guadagna 56 posti (da 572 a 628).
La scelta, la svolta
Così il governatore De Luca ha annunciato l’avvio delle assunzioni e delle stabilizzazioni che ad Avellino dovrebbe consentire un più tra medici, infermieri e tecnici. A patire i disagi della carenza organico, negli anni, è stata soprattutto l’unità emergenza del Pronto Soccorso. Sempre più utenti con risorse umane troppo lesinate.
Una svolta storica attesa da 10 anni. L’ultimo piano, quello risalente alla gestione Caldoro e firmato Zuccatelli, prevedeva per l’Irpinia tagli durissimi: segnatamente, la chiusura dei presidi di Sant’Angelo dei Lombardi, poi scongiurata, e di Bisaccia, poi riconvertito.
Il piano ospedaliero
Il piano attuale, che realizza una sintesi tra ciò che è stato messo nero su bianco dal commissario Vincenzo De Luca e le raccomandazioni del ministro Giulia Grillo, prevede il potenziamento di 19 Dea di Primo livello, tra cui Ariano, che dovranno riadottare tutti la rete oncologica.
Ora si attente che le parole si trasformino in fatti e soprattutto in servizi all’interno delle strutture, l’altro punto dirimente su cui si misurerà l’importanza dell’approvazione del Piano ospedaliero riguarda anche e soprattutto la realizzazione di un piano di assunzioni e stabilizzazioni per centinaia di operatori.
Il commissariamento
Per poter assumere tutti gli operatori di cui c’è bisogno, ovviamente, la Campania dovrebbe uscire dal commissariamento. In 10 anni di gestione commissariale, infatti, secondo le stime, la sanità provinciale ha perso almeno 500 addetti, tra Ospedale «Moscati» e presidi dell’Asl. La Campania, nel Piano ospedaliero, chiede circa 4.500 unità, accanto ai concorsi per la stabilizzazione dei precari nella misura del 50 per cento della quota assegnata.