E' la sua partita del cuore. Antonio Di Nardo è stato protagonista con le maglie di Benevento e Padova quando era “u bambiniell”, quel classico attaccante che metteva scompiglio alle difese avversarie con la sua agilità. In giallorosso ha sfiorato la prima, storica, promozione in serie B, mentre in terra veneta viene ricordato per aver riportato i biancorossi tra i cadetti grazie alla doppietta decisiva realizzata nella finale play off contro la Pro Patria: “Per me è una sfida particolare. Sono state le due esperienze più importanti della mia carriera. Nel Sannio ci sono stato tre anni e mezzo, mentre a Padova quattro anni. Cosa mi aspetto? La Strega ci arriva meglio, con un animo più sereno grazie al successo col Crotone. I veneti, invece, vengono da un momento particolare con la classifica che non è affatto bella. Le insidie per la truppa di Bucchi, però, non mancheranno. Se non scendi in campo con la testa giusta anche le gare più semplici diventano complicate, soprattutto in un campionato così equilibrato come la serie B. Conosco molto bene Foscarini, dato che l'ho avuto per due anni a Cittadella: è bravo a uscire fuori nei momenti complicati. Poi è chiaro che sarà il campo a esprimere il suo verdetto”.
Contro il Crotone era presente nella tribuna del Vigorito. Tantissimi tifosi l'hanno salutato affettuosamente per ricordargli le gesta di un tempo, a testimonianza di come gli appassionati ricordino vivamente tutti coloro che si sono contraddistinti nell'onorare la maglia giallorossa: “Quando si sta bene non si viene mai dimenticati. Tolti gli ultimi anni del Benevento, in cui sta assaggiando il grande calcio, i campionati in cui c'ero io sono stati tra i più belli in assoluto. Sfiorammo la serie B e arrivammo per la prima volta nei play off. Sono cose che non si dimenticano, sia da parte mia che del tifoso. Ero un semplice ragazzo e Benevento mi ha formato come calciatore, anche perché all'epoca la piazza era più difficile rispetto a oggi. E' ovvio che poi il calcio cambia. Sono felice di aver lasciato un bel ricordo. Quando smetti di giocare sono queste le cose belle che accadono dove hai seminato e le stesse sensazioni le vivo anche a Padova”.
La sfida col Crotone gli ha fatto “studiare” anche il Benevento di Bucchi: “Ho visto una squadra non tranquilla a causa dei risultati negativi di cui era reduce. La società è molto ambiziosa ed è una delle più importanti in questo momento. Ha investito tanto ed è normale che ci si aspettava un rendimento diverso, però c'è ancora tutto il tempo per recuperare il terreno perduto. Il successo col Crotone darà sicuramente maggiore tranquillità e forza per vincere su un campo difficile come quello di Padova”.