Cantieri in città, ombre sul rischio dell’utilizzo di materiali edili inadeguati e di pressioni esterne per indicare i rivenditori ai quali rivolgersi. L’appello del presidente dell’Ascomed, Giulio De Angelis, suona più come una denuncia che come un invito a stare attenti nel rispetto della normativa in materia vigente. Il suo richiamo, infatti, deve essere tradotto come una presa di posizione a tutela della categoria e a salvaguardia della stessa buona riuscita dei lavori in corso nel capoluogo irpino.
«C’è una normativa europea precisa - spiega De Angelis - la 305 del 2012, entrata in vigore il primo luglio del 2013, che sancisce la corresponsabilità nella vendita dei materiali edili tra il venditore e il committente. Sia per la realizzazione di opere private che pubbliche. Ciò a garanzia dell’utenza finale…».
Il presidente dell’Ascomed butta le mani avanti e richiama l’attenzione di tutte le parti in causa ad ottemperare, ognuno per il suo ruolo, anche di verifica, a questo regolamento. Ma non è tutto: «Il mio auspicio - afferma - è che l’acquisto dei materiali edili sia effettuato da commercianti qualificati irpini e non ci siano pressioni esterne o condizionamenti per indirizzare i compratori. I lavori pubblici sono una cosa seria, evitiamo furbate. In nessun modo - precisa - voglio fare pesare il mio ruolo né sono interessato a questa partita ma vorrei che ci sia giustizia. Facciamo in modo che nessuno possa fare l’indiano a discapito della qualità delle opere. Magari perché si sono ottenuti appalti con ribassi molto elevati. Ferma restando la libertà di acquistare ovunque, quindi, chiedo a chi gestisce i lavori e all’ente appaltante di effettuare controlli molto accurati».
Alessandro Calabrese