Benevento

Stanotte ho fatto un sogno straordinario. Benevento mi è apparsa in tutta la sua bellezza, in un attimo ne ho ammirato i tesori, anche quelli più nascosti e maltrattati. Mi sono detto: caspita come è cambiata la mia città. Mi sono guardato intorno ed ho strabuzzato gli occhi. Facevo fatica a credere a ciò che vedevo: aiuole non infestate da decine di lattine e bottiglie, sacchetti della spazzatura non abbandonati nelle vicinanze delle campane per la raccolta del vetro, strade pulite come non mai, non lordate dagli escrementi dei cani portati a spasso da gentiluomini e gentildonne muniti di guanti e bustine nelle quali riporre i 'lasciti' dei loro animalucci, evitando, così, le multe previste per i trasgressori.

E poi il traffico, dio quanto era ordinato. Niente auto sulle aree riservate ai disabili o in doppia fila dinanzi a bar e tabaccherie, gli stalli delle strisce blu occupati dopo il pagamento del dovuto. Non è possibile, ho ripetuto a me stesso quando ho letto da qualche parte che le tariffe dell'acqua sarebbero rimaste inalterate, e che il loro paventato aumento era stato scongiurato; quando ho appreso che non avrebbe più avuto valenza pubblicistica il contenuto di esilaranti note stampa spacciate come l'espressione di un cosiddetto pensiero, e che i microfoni non avrebbero più amplificato il nulla.

E ancora: niente più nomine nel segno dell'appartenenza, niente più strapuntini assegnati nel sottobosco partitico. Niente di tutto ciò, solo scelte in nome della competenza e non dell'obbedienza, soprattutto quella, l'obbedienza, di coloro che fanno finta di tenersi lontani da un potere – vecchio o apparentemente nuovo che sia – che si muove secondo meccanismi consolidati e li ha inglobati per la loro 'duttilità': la capacità di variare casacca e padrone all'occorrenza, al momento giusto, nella scia di un trasformismo senza tempo.

Certo, il tasso di umidità era sempre odiosamente identico, ma in compenso il senso civico era aumentato come l'efficienza delle amministrazioni pubbliche, e l'aria presentava tutte le caratteristiche di salubrità. Niente inquinamento, niente polveri sottili, niente danza della pioggia per allontanare lo spettro della chiusura della circolazione. Perchè camminare a piedi e montare in bici fa male, perchè la macchina, sia chiaro, serve sempre e comunque: anche per far la spesa o comprare le sigarette a pochi passi da casa, o per un 'tour sentimentale' lungo i viali con la morosa di turno. Vuoi mettere l'ebbrezza? Erano spariti anche i dispensatori mobili di musica ad altissimo volume, e quanti, nelle notti d'estate, credevano di percorrere il circuito di Brno con i loro bolidi fracassoni a due ruote.

Ho farfugliato: diamine, è davvero un'altra città rispetto al passato. Poi mi hanno svegliato. Di fronte avevo la 'solita' Dormiente avvolta dalla foschia. Mi sono affacciato: il mio parcheggio non era stato dei migliori. Maledetti, perchè mi avete svegliato?