Il presidente Vigorito ha preso la parola subito dopo il triplice fischio di Benevento – Brescia per un invito importante ai giornalisti in vista del mercato:
“Non giocate troppo con nomi veri o presunti tali. I danni che ne derivano sono importanti verso la società, i calciatori e la stessa piazza. Ricordiamoci che militiamo in un campionato importante e fare nomi a caso può diventare difficile per eventuali operazioni, sia per chi deve venire e per chi c'è già. Oltre, ovviamente, a un danno economico nel momento in cui si viene a sapere che qualcuno è finito nel nostro mirino. La libertà d'informazione è sacrosanta, ma lavorate nel rispetto di tutti”.
BILANCIO 2018 - “Abbiamo perso la serie A, anche se la fine di questo campionato mi ha reso felice per le cose belle realizzate attraverso una simile esperienza. Ho visto una città calcistica felice, matura e cresciuta. Ricordo lo stadio riempito a luglio e la corsa agli abbonamenti. La gente ha detto grazie a persone che avevano fatto il possibile affinché il sogno non diventasse un fumo all'alba. Mi è dispiaciuto l'addio di De Zerbi, un tecnico arrivato nel Sannio circondato da molta diffidenza. Tra noi c'è un legame che rimarrà dentro. Sono felice di aver avuto Foggia prima come direttore sportivo del settore giovanile, ruolo che mi ha permesso di vederlo all'opera anche successivamente al fianco di De Zerbi. Per la prima volta ho scelto un dirigente dopo esserci stato insieme quasi un anno. Con lui ho parlato con cinque, sei allenatori prima di scegliere Bucchi, cosa che non mi è mai successa. A marzo ho preso anche un mezzo infarto, tanto per non farci mancare nulla. In virtù di ciò ho detto ai calciatori qualche settimana fa che simili esperienze servono per farti tornare con i piedi per terra. Quando si viaggia sempre in mercedes ti dimentichi come si cammina negli autobus. Tutto questo ti fa capire che sei un uomo normale, però prima di sentirti il migliore devi dimostrarlo a te stesso. E' stato un anno meraviglioso perché vissuto, però come tutte le cose vissute bisogna vivere le nuove”.
IDEE - “Non ho le idee molto chiare, soprattutto nel calcio. E' giusto che ce l'abbiano il direttore sportivo e l'allenatore. Le mie valutazioni sono diverse. Quando ho stima in loro, sentirli sereni mi fa stare bene. Gli chiedo sempre la massima responsabilità nelle cose che fanno”.
RAPUANO - “E' un arbitro con poca personalità, non c'entra nulla che è originario di San Salvatore Telesino. Io devo avere un equilibrio anche rispetto alle istituzioni e parto sempre dalla buona fede delle persone, altrimenti sarei già andati via. Alimentare il sospetto che succede tutto contro Benevento fa sì che questa città si senta sempre una vittima, invece diventa vittima di sé stessa. Bisogna essere interpreti della nostra vita. La squadra ha dato vita a un primo tempo splendido, purtroppo il calcio fa gli esami ogni sette giorni”.
SOGNI - “Viviamo sogni da tredici anni, poi a volte si realizzano e altre no”.
VOTO – “A questo Benevento do un sei per la volontà di aver avuto di tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Mi auguro che nel secondo trimestre studi di più per prendere un otto finale. Vorrei che si ripetessero serate come questa, dove abbiamo pareggiato con un pizzico di fortuna che considero come base del 2019”.
INTER - “Non chiederò nessun risarcimento. Vi racconto un episodio: dopo una recente vittoria i ragazzi chiesero un premio. A quel punto gli risposi di regalargli l'incasso della gara con l'Inter. Se dovessero superare il turno, considerato che giocheranno contro undici uomini come loro, prenderanno l'incasso della partita successiva. Non farò ricorsi perché nel calcio ogni cosa torna un'altra volta. A Cosenza avremmo potuto fare le solite questioni sul campo, mentre loro ci hanno offerto la terza notte in albergo comprensiva di pasto perché il loro presidente ha voluto ringraziarci. Il rispetto che ci siamo guadagnati dopo l'anno in serie A non può essere svenduto con un pugno di dollari”.
AUGURI - “Auguro alla città e a tutti i tifosi un sereno 2019”.