Quattro vittorie consecutive tra Champions League e campionato per lanciare un messaggio: la squadra c'è, il gruppo è compatto. La Scandone ha risposto così alla crisi Sidigas, passando la virtuale palla a De Cesare, che, da par suo, attraverso la propria presenza in prima persona, ha dimostrato la sua voglia di essere accanto alla squadra, o sarebbe meglio dire alle squadre, tenendo conto anche del ramo d'azienda calcistico. Lo scorso 30 dicembre, in occasione della trionfale sfida contro Milano, al PalaDelMauro, l'amministratore delegato ha rassicurato i tifosi di entrambe le squadre sul carattere transitorio delle difficoltà che la Sidigas sta attraversando, ma ora bisogna far quadrare il cerchio attraverso atti concreti. Risolvere i problemi e ripartire.
In primis, domani, a Bologna, l'ingegnere sarà a colloquio con i vertici della Legabasket, dai quali è stato convocato. De Cesare dovrà relazionare al presidente Egidio Bianchi su ciò che sta accadendo e dare chiarimenti sulle modalità attraverso cui intende portare a termine la stagione. Anche la FIP sarà alla finestra per capire le evoluzioni della vicenda. Sul tavolo ci sarà anche il “caso Young”. Il tesseramento del centro è, come noto, sotto la lente d'ingrandimento della Procura Federale e degli altri club di Serie A, che intendono capire se la Sidigas Avellino abbia commesso irregolarità sanzionabili con punti di penalizzazione in classifica: non un dettaglio in ottica Final Eight, alle quali, allo stato attuale, i lupi sono già qualificati. Tutto ruota intorno agli stipendi: la Sidigas punterà sull'affermare la non perentorietà del pagamento degli emolumenti entro il 10 dicembre scorso e sulla risoluzione delle sue criticità finanziarie aziendali entro lunedì 7 gennaio,a ovvero prima della prossima scadenza, fissata, per l'appunto il 10 gennaio, in modo da evitare svincoli, in ogni caso improbabili ma possibili, per i cestisti, oltre il sessantesimo giorno di saldo dei corrispettivi previsti dai propri contratti.