Avellino

Nella casa della fraternità, Don Tonino Bello di Avellino, arrivano tanti poveri, vecchi e nuovi volti della sofferenza. C’è chi arriva nella struttura che offre cibo e assistenza, anche solo per un pasto caldo. C’è chi arriva qui anche per trovare un letto, un letto caldo.

Tra di loro c’è Ludovica, che dalla guerra nel suo paese è arrivata ad Avellino. Donbass. Viene da lì. Arriva dall’Ucraina più spietata dove da quattro anni si consuma una guerra sanguinaria.

Gli scontri in Ucraina orientale tra le milizie vicine alla Russia e le truppe di Kiev continuano a fare morti. Anche se ormai non ne parla più nessuno, la storia del conflitto del Donbass, cominciato quattro anni fa, ha già fatto più di 10 mila vittime, tra cui molti civili, tra cui anche donne e bambini.

Tanti, troppi gli innocenti morti nella zona cuscinetto che divide i miliziani filorussi dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e le truppe di Kiev.

«Vi racconto io il Donbass - dice Ludovica, che ha gli occhi lucidi nel ricordare la sua terra e la disperazione nella voce nel ricordare le violenze subite -. Vengo da un paese in guerra da 4 anni. Una guerra in cui ho perso mio figlio, mia nuora. La povertà e la disperazione mi hanno portata lontana. In ogni momento della mia vita penso ai miei adorati nipoti che sono ancora lì. Hanno 15 e 16 anni. Sono bellissimi. Sono disperata e sono dovuta scappare. Spero presto di poter fare qualcosa per loro. Ogni giorno vengo alla Mensa dei Poveri. Trovo un pasto caldo. Vengo da Contrada. Cammino a piedi, prendo qualche mezzo pubblico per arrivare qui. Il dono più grande che trovo è la compagnia. Sono arrivata qui da sola. Dolore che si aggiunge al dolore. Strazio infinito. Solo qui, alla don Tonino Bello, trovo occhi che mi guardano, persone che soffrono e che cercano conforto, come me.

No, qui non sono invisibile. Non è solo un pasto caldo, ma il dono della umanità e solidarietà, che solo chi soffre sa consegnare al proprio prossimo».